sabato 15 marzo 2008

Linea A: perchè NO alle bici?

Ricevo da un mio amico inglese e pubblico:

"Cara Martina,

Ho visto che il Comune di Roma sta dando più spazio alle biciclette in questo periodo e ne sono felice. Volevo però segnalarti che una delle due metropolitane (la Linea A) non accetta ancora le bici a bordo. Infatti qualche mese fa volevo fare un giro in centro e allora una domenica sono partito da casa con la mia bicicletta salendo sulla stazione della metropolitana Laurentina. Nessun problema. Salgo e mi metto da una parte con la mia bicicletta. A Termini scendo e faccio per salire sulla Linea A, quando due dipendenti della società Metro mi apostrofano bruscamente: "lei cosa fa qui con quella? deve scendere! non lo vede che puo' mettere in pericolo le altre persone? qui non ci puo' stare, se ne vada" e cosi' via. Non mi hanno dato il tempo neanche di spiegarmi, sono solo riuscito a dire: "ma sulla metro blu sono salito senza problemi" e loro: "quella è la metro B, li' si può, qui è la A e non si può".Mi hanno trattato come un criminale.
Tralasciando ogni commento sui loro modi, mi chiedo come mai su una linea si possa portare la bicicletta e sull'altra no? Che regole sono??
Ciao, Steve."

In effetti non so quale sia il motivo per cui sulla Linea A la bicicletta non viene accettata, tra l'altro essendo più nuova ci si aspetterebbe che fosse attrezzata ad ospitare questo tipo di mezzo. In rete ho trovato su quali mezzi pubblici è possibile portare la bicicletta.
Scriverò a Metroroma per chiedere lumi.

9 commenti:

Mario Sabatino ha detto...

E' assurdo che sulla linea A non sia possibile salire con la bici. Che ne pensi di organizzare una petione popolare con raccolta firme per chiedere a Metroroma di accetare le bici anche sulla linea rossa della metro ?
Bici + Metro = mobilità sostenibile

Bisco ha detto...

Più che un problema di sicurezza sarei più propenso a pensare ad un problema di spazi. La metro A è notoriamente affollata.

Cmq è un'ipotesi.

Martina ha detto...

segnalazione inoltrata all'Ing. Cavalieri, AD di Metroroma con la richiesta di ammettere le biciclette sulla Metropolitana A e B sia nei feriali - magari in un vagone solamente - che nei festivi e prefestivi. Vediamo..

Martina ha detto...

@bisco anche io ci ho pensato, si potrebbe iniziare ammettendo le bici solo in 1 vagone e magari in certo orari (per es. nei feriali prima delle 8 e poi dalle 11 alle 16 e dalle 19 a fine servizio, cioè fuori dalle ore di punta)..

manuele ha detto...

assurdo

Anonimo ha detto...

Ciao Martina,
io che da anni in bici CI VADO DAVVERO tutti i giorni al lavoro (lontano) e che mi batto DAVVERO su molti fronti per la sua moderna e diffusione quotidiana urbana, mi permetto di dissentire da questa pur sincera iniziativa.

Già perchè se non prendo la bici, prendo la metro A dal giorno della sua ormai lontana e miracolosa inaugurazione (febbraio 1980, dopo 25 anni di cantieri, ero bambino ma ricordo benissimo Colli albani negli anni '60).

Solo con i nuovi e frequenti treni CAF la situazione si è normalizzata e l'esercizio è finalmente arrivato a standard di civiltà europea.

Ma l'orrore delinquenziale di chi per arricchirsi ha ammassato 600 000 (seicentomila) persone nelle terribili periferie SUD Est, snaturando la città col Centro Storico più bello del mondo a quella con le periferie più brutte, rimane il più grave scempio del secolo e la metro A è stato solo un pallido tentativo di riscatto.

Ora è ormai un pò difficile che quartieri così affollati possano essere resi umanamente accoglienti e vivibili con una bacchetta magica, dopo decenni di abusi e rapine di territorio e servizi.

La metro A è stata fino a ieri sempre sull'orlo del collasso proprio per l'immenso bacino di utenza che vi premeva a qualsiasi ora.

Se è vero che le cose son ENORMEMENTE MIGLIORATE, ciò non toglie che l'affluenza rimane altissima e continua e qualsiasi esperto di sicurezza non potrebbe che avere perplessità ad un accesso alle (purtroppo) ingombranti bici.

Forse qualcosa si potrebbe fare analogamente alla di gran lunga meno affollata linea B, ma sempre in orari e giorni assolutamente non di punta.

E finisco, visto che sei una gradita candidata al Comune: con la retorica (non è certo il tuo caso, sinceramente) si arringano e motivano masse votanti, ma non si va da nessuna parte, anzi tutto rimane come prima , peggio di prima, con la piccola magra , miserrima soddisfazione di aver scaricato le colpe sui soliti "polidici".

Per diffondere il moderno, civile, europeo uso quotidiano urbano della bici BISOGNA INNANZITUTTO ANDARCI , assumendosi personalmente a testa alta onori ed oneri della scelta.
Già oggi in tantissime situazioni ci sono le condizioni di sicurezza e praticitàe potrebbero aumentare esponenzialmente soprattutto MODERANDO VERAMENTE IL TRAFFICO PRIVATO come is fa in tutta quell'europa Civile dove in città si va a 30 e no a 70 davanti agli asili nido e poi si va aRAI3 a pignucolare contro gli autovelox che fanno cassa.

Poi ben vengano Linea C e bus con possibilità (possibilità , non scusa autossolutoria!) di portare la bici come emergenza, ma non come ordinarietà.

Ordinario è farsi 2 km a piedi e 10 in bici, non certo 300 metri col SUV da 7 tonnellate di esibizionismo fanatico e poi lamentarsi che la benzina è cara (Signora Mia, 'sti polidici"...

AVe caiofabricius VALE

Mammifero Bipede ha detto...

Ciao Martina
Nei molti anni passati ad occuparmi di biciclette la motivazione che ho trovato sempre addotta è che la linea A della metropolitana è "fuori norma".
Nella maggior parte delle stazioni non ci sono gli ascensori, ed in qualcuna in particolare (p.e.: Barberini) nemmeno le scale "fisse".
Queste stazioni, da regolamento, dovrebbero essere chiuse e ristrutturate, ma costa troppo. Così, di anno in anno, l'illegalità viene prorogata per decreto, e le bici non possono accedere.
Io confido comunque in un servizio di bike sharing su scala cittadina realmente efficiente (utopia?) piuttosto che far viaggiare avanti e indietro biciclette sui mezzi pubblici (e considera che sulla Tuscolana ci abito pure io...).

Martina Battistich ha detto...

Caro Marco (bello il tuo blog, complimenti!)

Grazie della visita e del commento che ci fornisce l'informazione che cercavamo!

Ecco forse anche perchè l'Ing. Cavalieri 8AD di Metroroma) mi ha scritto che è in programma il rifacimento di tutte le stazioni come è stato fatto per Manzoni (sperando facciano un pochino piu' in fretta altrimenti neanche mio nipote futuro riuscirà ad andare in bici sulla A).

Anche io comunque auspico l'avvio di un bike sharing alla parigina maniera, con stazioni in tutta la città, ogni 300 metri.

Speriamo..

Anonimo ha detto...

Salve Martina.
la metro A come ha ben spiegato Caio Fabricius risente gia' di per se del carico di persone provenienti dalla zona del tuscolano e dei castelli romani (per non parlare di tutti i nuovi quartieri).
metterci la bici sopra, ristrutturata o meno e' impensabile.
Mentre la bici puo' essere una buona alternativa alla metro, liberandola da un po' di passeggeri.
Penso ad esempio al tratto fra anagnina e porta furba che potrebbe essere fatto tranquillamente in bici. o da porta furba a san giovanni (ho personalemente proposto questa ciclabile http://www.bikediablo.it/dblog/articolo.asp?articolo=128) o addirittura alla stazione termini.

Insomma non la bici sulla metro (se proprio ne senti la necessita' ti fai una bici pieghevole e gia' ora puoi portarla a bordo piegata of course...) ma la bici al posto della metro, percorsi fino a 5 o 6 km si possono fare senza grossa fatica.

Spero che sarai dei nostri all'incontro di Sabato sulla mobilita' ciclabile
:-)
bikediablo