lunedì 14 maggio 2018

Casino Ludovisi: a chi serve un altro parcheggio (qui)?


il casino Boncompagni-Ludovisi o Casino dell'Aurora

Un residente del rione Ludovisi mi invia l'appello dei residenti preoccupati per la futura costruzione di un parcheggio sotterraneo nell'area del Casino Ludovisi. A poche centinaia di metri ci sono già due grandi parcheggi, dei quali uno (quello al Galoppatoio) è sempre semi deserto. 
Perché mettere a rischio un'opera d'arte per farne costruire un altro?

APPELLO DEI RESIDENTI SUI LAVORI AUTORIZZATI NELL’AREA DEL CASINO DELL’AURORA
Suscitano profonda preoccupazione le notizie apparse sulla stampa circa il permesso di costruire un parcheggio interrato nel parco del Casino dell’Aurora Boncompagni-Ludovisi. La Villa è delimitata da un terrapieno di recinzione lungo Via Ludovisi, Via Aurora e Via Lombardia, dove si trova l’ingresso. Tutto il lato opposto a Via Aurora è confinante con due palazzi e con l’Hotel Eden. Il permesso di costruzione del parcheggio, sarebbe stato protocollato alla fine di maggio 2017 dal Comune di Roma e avrebbe la durata di un anno. 
La decisione di costruire un parcheggio interrato e, in prospettiva un centro commerciale, in una zona in cui vi sono già parcheggi e supermercati, risulta davvero singolare. La Villa, che è un piccolo gioiello per la sua struttura e per le pitture murali presenti al suo interno, il bel parco e la presenza di un cedro secolare, i possibili resti archeologici presenti nel sottosuolo meriterebbero scelte più coerenti con la funzione culturale del prezioso complesso emeglio integrabili con le politiche culturali del territorio. 
Da non dimenticare che la Villa può essere visitata a pagamento da gruppi di visitatori che ne facciano richiesta e questa è una risorsa economica per i proprietari e una risorsa culturale per la città.
Dal 2010 la parte di terrapieno all’angolo di Via Lombardia con Via Aurora è sostenuto da ponteggi, a causa della formazione di crepeSarebbe intanto urgente provvedere al consolidamento dell’area da parte della proprietà. Sarebbe anche interessante sapere chi in questi otto anni ha pagato l’occupazione di suolo pubblico per i ponteggi, sotto i quali si accumulano vari tipi di rifiuti e cresce un bell’albero di fico.
E’ ugualmente fondamentale sottolineare l’assenza di un' informazione adeguata circa le decisioni della proprietà, visti i prevedibili rischi per la Villa stessa e per i palazzi contigui al punto in cui sarebbe creato il parcheggio. Tutta la lunga “operazione Casino dell’Aurora Boncompagni Ludovisi” per la costruzione del parcheggio, iniziata nel 2010, è stata gestita in modo molto “riservato” negandone l’esistenza con gli stessi residenti che avevano osservato lavori di scavo nel parco nell’autunno del 2012.
Sollecitiamo una più incisiva attenzione e azione da parte della Soprintendenza e del Comune per impedire che nella forse unica area, rimasta relativamente tranquilla, venga convogliato ulteriore flusso automobilistico in una zona di traffico già caotico a ridosso della ZTL, anche per i bus turistici che stazionano e manovrano in via Ludovisi.  
Ci attendiamo provvedimenti rispettosi della funzione del complesso del Casino dell’Aurora, dell’interesse della città e della cultura. 

giovedì 26 aprile 2018

Piazza di Siena: il nuovo prato non regge, il concorso migra al Galoppatoio



Comunicato stampa

IL NUOVO PRATO DI PIAZZA DI SIENA NON REGGE, 
IL CONCORSO IPPICO MIGRA AL GALOPPATOIO

Anni fa la Fise (Federazione Italiana Sport Equestri) ha ottenuto di mettere la sabbia sul prato dell’Ovale per svolgere il Concorso ippico annuale nella storica Piazza di Siena. La sabbia sarebbe dovuta essere eliminata, ogni anno, alla fine dei quattro giorni di gare, ma la Fise - pensando bene di risparmiare tempo e denaro- l’ha lasciata per 10 anni, trasformando il “prato dei romani” in una distesa di finta sabbia.
Poi (autunno 2017) ha deciso di tornare all’erba, eliminando finalmente la sabbia silicea - e il materassino in PVC sottostante. Non è dato sapere, tra l’altro, come mai non si potesse tornare al vecchio sistema della semina primaverile del prato per la gara di fine Maggio e si sia deciso invece di srotolare enormi tappeti da stadio a ottobre e tenere l’Ovale chiuso al pubblico per 8 mesi. 

Ora scopriamo che l’operazione, sbandierata dagli abili front mendi Fise e Coni come “riqualificazione” e ritorno al verde, in realtà è stata sostanzialmente un fiasco, infatti la maggior parte delle gare equestri non si terranno su questo prato, così fortemente voluto dal nuovo presidente Marco Di Paola, ma bensì nel più dimesso (semi abbandonato e degradato) Galoppatoio.

Non ci sono altre spiegazioni, ritengono le associazioni de Gli Amici di Villa BorgheseRoma Nuovo SecoloComitato per la Bellezza, tranne quella che questo spostamento di metà del Concorso (a cominciare dalla cerimonia di apertura) sia stata una decisione indispensabile per mantenere il prato  - ancora lontano dall’essere pienamente attecchito - vivo fino alla fine dei cinque giorni del Concorso. I tappeti di erba non sono piantati ma srotolati e “appiccicati”..un po’ come un parrucchinosu una testa calva. Un prato, così delicato, non potrebbe molto probabilmente riuscire a sopportare le sei o sette gare giornaliere dello CSIO. 

Cosa comporta questo spostamento (dell’ultimo minuto) di tante gare al Galoppatoio?

Per la Fise un aumento delle spese, la cancellazione di alcune discipline, un malcontento diffuso tra i suoi cavalieri, cuhe avrebbero desiderato esibirsi nella scenografica Piazza di Siena e che invece si ritroveranno nella parte della Villa che nessuno, o quasi, conosce, il Galoppatoio (più di nome che di fatto, oggi)

Per gli spettatori: uno spostamento avanti e indietro dallo stadio del Galoppatoio (di cui ancora non si sa nulla, perché i lavori non sono ancora iniziati) al cuore della Villa (circa 1 km) per seguire le gare.  

Per Villa Borghese: un aumento dei rischi di danni alla vegetazione storica, un aumento del traffico e del caos generale che questo via vai di cavalli, cavalieri e mezzi, probabilmente comporterà e in definitiva una vera “invasione” bimestrale di un giardino storico che per sua natura - come recita la Carta internazionale dei giardini storici di Firenze- è un luogo preposto alla pace, alla tranquillità, al silenzio e al contatto con la natura. 

Carlo Troilo co-fondatore di Roma Nuovo Secolo, afferma: “a questo punto è chiaro che il Concorso Ippico, già dal prossimo anno, dovrà trovare una nuova sede.  Infatti, caduta la ragione principale per non spostarlo (la lunga tradizione e la cornice pittoresca di Piazza di Siena), non si vede alcun motivo per insistere su questa Villa e rifiutare la soluzione brillante offerta dal Centro Ippico di Tor di Quinto”.   
L’alternativa del Galoppatoio, infatti, non avrebbe alcun “fascino” e richiederebbe forti investimenti per recuperare quell’area oggi molto degradata: investimenti che paiono eccessivi, se destinati unicamente ad ospitare una manifestazione equestre di  quattro giorni.

La richiesta dello spostamento del Concorso, formulata qualche settimana fa, in un appello pubblico da Carlo Troilo e da Vittorio Emiliani e sostenuta dalle Associazioni Gli Amici di Villa Borghese, da esponenti di Italia Nostra, Fai Lazio, WWF, Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio, Stop a consumo di suolo, ed altri è stata firmata direttamente oppure online già da 2.000 cittadini tra cui circa 200 personalità di rilievo (storici dell’arte, urbanisti, archeologi, giuristi, giornalisti, ma anche attori, registi e cantanti).
Roma Nuovo Secolo, Comitato per la Bellezza, Amici di Villa Borghese

Per informazioni:
Carlo Troilo carlotroilo38@gmail.com 
Testo dell’appello e firme: 


venerdì 23 marzo 2018

Un appello per Villa Borghese

Pubblichiamo l'appello di Carlo Troilo e Vittorio Emiliani per Villa Borghese, uscito oggi sul Fatto Quotidiano, Repubblica, Corriere, Huffington Post, Articolo 21, Emergenza Cultura.
All'appello hanno aderito oltre 100 personalità del mondo della cultura, dell'arte e dell'ambientalismo (alla fine le firme).
Attendiamo la risposta del Comune.
(sopra: foto del Casino dell'Orologio a Piazza di Siena)


Tre richieste fondamentali per salvare Villa Borghese e Piazza di Siena

Chiediamo che, a tempi brevissimi, gli assessori capitolini allo sport e all'ambiente chiariscano ai cittadini come stanno realmente le cose in relazione alla notizia –pubblicata da tutta la stampa romana– di un accordo con il Coni e con la Federazione Sport Equestri (FISE) col quale si affiderebbe ai due enti di gestire Piazza di Siena e il Galoppatoio di Villa Borghese per le gare ippiche che vorranno, con contratti rinnovabili e per ben otto anni nelle intenzioni della Fise, utilizzando la Casina dell'Orologio per "ricevimenti", trasformando anche il Galoppatoio in un impianto sportivo permanente, e rendendo stabili le tribune e gli altri impianti: in pratica, una sostanziale, continuata "privatizzazione" di Piazza di Siena e del Galoppatoio, escludendo dal suo pieno godimento i cittadini romani ai quali lo stato invece la destinò acquistandola nel 1901.
Chiediamo che, al contrario, entro l'estate, si concretizzi l'impegno a trasferire, dal prossimo 2019, il Concorso ippico in altra sede. Da qualche anno –e con una impressionante progressione– il Concorso Ippico di Piazza di Siena si è trasformato in un pretesto per occupare per circa due mesi (fra preparazione, concorso e ripristino della zona) tutta l'area circostante, fino alla cancellata del Giardino del Lago: una marea di bancarelle e di rumorose installazioni che rendono inaccessibile una vasta area di Villa Borghese e ne fanno un indecoroso suk. A questo s'aggiungono i continui danni, irreparabili, alla vegetazione dei giardini storici, e il via vai di mezzi pesanti il cui ingresso è vietato dalle leggi di tutela.
Nel contempo suggeriamo come nuova sede del Concorso stesso lo Stadio dei Marmi, dove si svolge già con successo il prestigioso Concorso ippico internazionale del Longines Global Champions Tour. Una location perfetta perché non necessita di lavori di allestimento, si inserisce nel quadro di un Foro Italico destinato alla pratica di tutti gli sport e dispone di ampi parcheggi. Lo stesso vale per l'ippodromo di Tor di Quinto, prestigiosa sede del centro ippico dei Lancieri di Montebello, ai piedi della Collina Fleming.
Chiediamo che, essendo già la "città storica di Roma" qualificata Sito Unesco Patrimonio dell'Umanità e la stessa Villa Borghese inserita nella apposita Carta Unesco, essa venga tutelata con ben altra attenzione e energia stornando definitivamente la minaccia di una "privatizzazione" come quella contenuta nella convenzione fra Comune, Coni e Fise per Piazza di Siena e per il Galoppatoio, e eliminando per sempre lo sconcio, intollerabile parcheggio di pullman turistici dall'ingresso del Valadier da Piazzale Flaminio verso l'interno. 
Oltre tutto, la Carta Mondiale di Firenze del 1981 prevede che nei luoghi storici dalla stessa protetti gli eventi possano essere soltanto eccezionali e non invece continui.
Non siamo fra quanti vorrebbero conservare questi beni come in una teca, ma riteniamo che nelle ville storiche siano possibili soltanto attività e strutture discrete, compatibili con l'assetto antico e con la funzione pubblica delle ville medesime, come, ad esempio, la Casa del Cinema e la Ludoteca della Casina di Raffaello. 
Da ultimo ci chiediamo: ma cosa stanno facendo o si propongono di fare, davanti a tanti stravolgimenti di un bene storico, artistico e paesaggistico di valore planetario quale Villa Borghese, la Sovrintendenza Capitolina e la Soprintendenza statale? Rimanere a guardare?
Vittorio Emiliani, Comitato per la Bellezza 
Carlo Troilo, Osservatorio Roma


Aderiscono (aggiornato al 14 Maggio 2018):
2500 cittadini online, oltre alle seguenti personalità:
  1. Desideria Pasolini dall'Onda, fondatrice di Italia Nostra, Comitato per la Bellezza
  2. Valeria Grilli, presidente FAI Lazio
  3. Fulco Pratesi, presidente onorario WWF
  4. Nicola Caracciolo, Presidente onorario Italia Nostra
  5. Dacia Maraini, scrittrice
  6. Carlo Verdone, attore e regista  
  7. Licia Vlad Borrelli, archeologa, specialista del restauro
  8. Valerio Magrelli, poeta,  scrittore, docente universitario
  9. Alberto Asor Rosa, saggista, Università La Sapienza
  10. Adriano La Regina, presidente Istituto Naz. Archeologia e Arte, accademico dei Lincei
  11. Paolo Sommella, archeologo, accademico dei Lincei
  12. Vezio De Lucia, urbanista e saggista, pres. Bianchi Bandinelli
  13. Alix Van Buren, presidente Amici di Villa Borghese
  14. Gianni Mattioli, fisico, fondatore di Legambiente
  15. Luigi Manconi, sociologo e scrittore, Comitato per la Bellezza
  16. Lauro Marchetti, direttore Giardini e Rovine di Ninfa
  17. Furio Colombo, giornalista-scrittore
  18. Luca Verdone, regista  
  19. Pietro Giovanni Guzzo, Ist. Naz. Archeologia e Arte, accademico dei Lincei
  20. Fausto Zevi, archeologo, docente alla Sapienza, accademico dei Lincei
  21. Corrado Stajano, giornalista scrittore
  22. Giovanna Borgese, fotografa
  23. Gabriele Lavia, attore e regista
  24. Michele Placido, attore e regista
  25. Monica Guerritore, attrice
  26. Alberto Benzoni, presidente Roma Nuovo Secolo
  27. Principe Jonathan Doria Pamphili
  28. Andrea Emiliani, storico dell'arte, accademico dei Lincei
  29. Giulia Rodano, già Assessore regionale alla Cultura
  30. Paolo Maddalena, vice-pres, emerito Corte Costituzionale
  31. Eleonora Giorgi, attrice
  32. Antonello Falomi, presidente Associazione ex parlamentari
  33. Paolo Berdini, urbanista e saggista, Comitato per la Bellezza
  34. Roberto Zaccaria, giuspubblicista
  35. Massimo Teodori, storiografo
  36. Antonio Padellaro, giornalista, fondatore de "Il Fatto Quotidiano"
  37. Nicola Spinosa, storico dell'arte, già soprintendente Polo Museale di Napoli
  38. Bruno Toscano, storico dell'arte, professore emerito Roma Tre
  39. Jadra Bentini, presidente Italia Nostra Bologna, già soprintendente 
  40. Guido Pollice presidente Verdi Ambienti Società (VAS) con l'intero esecutivo
  41. Mina Welby, copresidente Associazione Luca Coscioni
  42. Italo Moscati, scrittore, autore televisivo
  43. Luna Vincenti, cantante e produttrice
  44. Enzo Saponara, attore
  45. Giuseppe Cederna, attore e scrittore
  46. Silvia Danesi Squarzina, storica dell'arte
  47. Luigi Piccioni, storico dei Parchi Nazionali, Università di Reggio Calabria
  48. Maria Pia Guermandi, coordinatrice Emergenza Cultura, archeologa
  49. Cristiana Mancinelli Scotti, Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio
  50. Guido Barlozzetti, conduttore tv, scrittore
  51. Comitato per la Difesa di Villa Borghese
  52. Associazione Amici di Villa Strohl Fern
  53. Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio
  54. Ruggero Martines, già soprintendente Roma e Puglia
  55. Chiara Frugoni, storica dell'arte, medievista
  56. Andrea Manzella, costituzionalista
  57. Francesco Pardi, paesaggista, Università di Firenze
  58. Giorgio Nebbia, pioniere dell'ambientalismo, professore emerito Bari
  59. Alberto Abruzzese, sociologo e saggista
  60. Umberto Croppi, Associazione "Una città"
  61. Mario Morcellini, consigliere Comunicazione della Sapienza, Roma
  62. Rita Paris, direttore Parco Archeologico Appia Antica, Mibact
  63. Giorgio Boscagli, biologo, Gruppo dei 30, già direttore di Parchi Nazionali
  64. Francesco Mezzatesta, fondatore della LIPU
  65. Carlo Pavolini, già docente archeologia classica
  66. Lorenzo Lavia, attore e regista
  67. Gabriele Simongini, critico, docente all'Accademia di Belle Arti di Roma
  68. Celestino Spada, Economia della Cultura
  69. Vincenzo Scolamiero, docente Accademia di Belle Arti Roma, pittore
  70. Massimo Livadiotti, Respiro Verde
  71. Gaia Pallottino, Coordinamento Residenti Città Storica
  72. Annalisa Cipriani, Italia Nostra Roma
  73. Mirella Belvisi, Italia Nostra Roma
  74. Maria Teresa Filieri, storica dell'arte, già direttore Musei Naz. di Lucca
  75. Nicola Scalzini, Italia Nostra
  76. Nathalie Naim, consigliere I Municipio
  77. Giorgio Treves, regista cinema e tv 
  78. Patrizia Antonicelli, dirigente aziendale
  79. Renata Rampazzi, pittrice
  80. Luciano Manuzzi, regista cinema e tv
  81. Andrea Camilli, archeologo, Assotecnici
  82. Stefano Sylos Labini, ricercatore
  83. Paola Paesano, direttore Biblioteca Naz. Vallicelliana
  84. Pio Baldi, architetto, già soprintendente Lazio
  85. Bernardino Osio, ambasciatore
  86. Franco Monteleone, storico radio e tv, Roma Tre
  87. Sergio Guidi, presidente Ass. Nazionale Patriarchi della Natura con l'intero esecutivo
  88. Vittorio Roidi, giornalista
  89. Maria Grazia Cianci, Dipartimento di Architettura, Roma Tre
  90. Giancarlo Santalmassi, giornalista
  91. Giorgio Panizzi, Circoli Fratelli Rosselli
  92. Gianandrea Piccioli, consulente editoriale
  93. Guido Melis, storico dell'Amministrazione, Sapienza, Roma
  94. Ugo Leone, professore emerito Scienze Ambientali, Napoli
  95. Carlo Clericetti, giornalista
  96. Maurizio Fiasco, sociologo
  97. Pino Coscetta, giornalista scrittore
  98. Giuseppe Lo Mastro, avvocato
  99. Emilio Drudi, giornalista scrittore
  100. Renato Parascandolo, già responsabile Rai Educational
  101. Montse Manzella
  102. Andrea Costa, Ass. Roma Nuovo Secolo
  103. Stefano Sepe, docente Storia dell'Amministrazione
  104. Annarita Bartolomei
  105. Ferdinando Zucconi Fonseca, già presidente di Cassazione
  106. Raffaella Prandi, giornalista
  107. Vittorio Sartogo, Ass. Insieme Roma
  108. Daniele Protti, giornalista
  109. Giuseppe Sfligiotti, dirigente industriale
  110. Dina Nascetti, per il comitato Vivere Trastevere
  111. Paola De Vecchi, per il Comitato Trionfalmente
  112. Pino Galeota, coordinatore Corviale Domani
  113. Giuseppe Morabito, Giustizia e Libertà
  114. Federico Sandrone, urbanista
  115. Domenico Finiguerra, Stop a consumo di suolo
  116. Riccardo Picciafuoco, Salviamo il Paesaggio Marche
  117. Michele Boato, Ecoistituto Veneto
  118. Oreste Magni, Ecoistituto Valle del Ticino
  119. Gabriella Lalìa, pres. Ass. Oltrelasiepe Arcevia
  120. Fiorenza Rossetto, Salviamo Bracciano
  121. Antonio Tomei, Salviamo il Paesaggio Latina
  122. Luigi Scarsi, Stop al consumo di suolo
  123. Stefania Aphel Barzini, scrittrice
  124. Fabrizio Falconi, scrittore, giornalista 
  125. Giuseppe Cerasa, giornalista
  126. Edoardo Salzano, urbanista, già Presidente dell'INU
  127. Paolo Flores D’Arcais, direttore Micromega    
  128. Paolo Liverani, archeologo, docente Università di Firenze 
  129. Barbara Drudi, Accademia di Belle Arti, Firenze
  130. Francesco Alemanni, Responsabile nazionale organizzazione dei Verdi
  131. Luca Mozzati,  storico dell'arte, fotografo, consulente progetti a carattere storico artistico
  132. Elio Paparatti, restauratore, progettista collaboratore della Soprintendenza Archeologica di Roma e della Sovrintendenza Comunale
  133. Italia Nostra Onlus Sezione di Viterbo
  134. A.N.G.E.V.-PRO.CIV. (Guardie Ecologiche Vol. e Pro Sede Operativa)
  135. Roberta Sibona, giornalista 
  136. Franco Bassanini, Presidente della Fondazione Astrid   
  137. Walter Monici, Architetto, Comitato parco Sempione Milano
  138. Rossella Sleiter, giornalista
  139. Elio Veltri, ex Sindaco di Pavia
  140. Enrico Luciani, Presidente Associazione A. Cipriani e Comitato Gianicolo
  141. Battista Sangineto, archeologo, docente Università della Calabria
  142. Nando Tasciotti, giornalista scrittore
  143. Jacopo Gardella, architetto, Milano
  144. Centro Studi Giorgio Muratore
  145. Francesco De Vescovi, già dirigente RAI, saggista
  146. Leonardo Gorra, giornalista
  147. Mario Baccianini, giornalista tv e saggista
  148. Lucia Campione, già dirigente Rai
  149. Maurizio Chierici, giornalista scrittore
  150. Paolo Maddalena, Vice Presidente emerito della Corte costituzionale
  151. Michele Aleffi, associato di Botanica Sistematica, Camerino
  152. Renzo Moschini, già pres. Parco Nazionale San Rossore
  153. Fabio Garbari, già pres. Società Botanica Italiana
  154. Corradino Guacci, pres. Società per la storia della fauna "G.Altobello"
  155. Francesco Framarin, già direttore Parco Naz. Gran Paradiso
  156. Carlo Ferrari, prof. emerito di Botanica, Università di Bologna
  157. Paolo Zaccagnini, giornalista e blogger, Dublino
  158. Anna Donati, Mobilità sostenibile Kyoto Club
  159. Chiara Valentini, giornalista scrittrice
  160. Stefano Quondam, giornalista
  161. Kevin Cianfaglione, Università della Bretagna, Brest, e di Camerino
  162. Irene Berlingò, archeologa
  163. Eric Salerno, giornalista scrittore
  164. Guido Alferj, giornalista
  165. Sandro Pignatti, prof. emerito di Ecologia alla Sapienza, Roma
  166. Barbara Drudi,Accademia di Belle Arti, Firenze
  167. Giovanni Damiani, biologo. Già Direttore dell'Agenzia Nazionale per l'Ambiente.  Ecoistituto Abruzzo
  168. Franca Fossati Bellani, oncologa infantile 
  169. Spartaco Gippoliti, zoologo
  170. Lucilla Tozzi, presidente Italia Nostra Siena
  171. Lucinia Speciale, storica dell’arte, Università del Salento
  172. Paola Viero, esperta di cooperazione internazionale
  173. Stefano Simoncini, operatore culturale
  174. Giulio Castelli, giornalista e scrittore
  175. Marida Lombardo Pijola, giornalista 
  176. Piero Malenotti, sociologo   
  177. Guseppe Scaraffia, francesista, scrittore, La Sapienza    
  178. Silvana Mazzocchi, giornalista
  179. Roberto Seghetti, giornalista  
  180. Laura Ballio,giornalista  
  181. Maria Paola Dettori, storica dell'arte, Sopr. unica Sassari   
  182. Fabio Marcelli, storico dell'arte Università Perugia
  183. Mauro Bucarelli,  musicologo, Accademia S.Cecilia   
  184. Daniela Poggi,attrice   
  185. Alfredo Recanatesi,  giornalista economico  
  186. Nico Valerio,storico dell'alimentazione
  187. Francesca Valli, storica dell’arte, Bologna
  188. Carla Sepe, giurista
  189. Beno Reverdini, avvocato, consigliere Associazione Dimore Storiche Italiane Lombardia


mercoledì 7 febbraio 2018

10 milioni di multa a chi getta rifiuti per terra!


Nello Stato del Nevada, negli Stati Uniti, c'è qualcuno che pensa che questa (sopra) dovrebbe essere la sanzione da elevare a chi getta rifiuti per terra.
Chiaramente è una provocazione e le strade americane sono in genere - almeno quelle che ho visto io- molto più pulite di quelle di Roma, però concordo in pieno.
Non c'è multa adeguata per qualcuno che volontariamente degrada un bene di tutti. 
Roma è una città storica tra le più belle del mondo e proprio per le sue bellezze costituisce fonte di reddito per molte persone. La sporcizia e il degrado urbano non aiutano ad attirare turisti, non sono un bello spettacolo per noi che ci abitiamo (e per i nostri figli!) e in definitiva non sono degni di una città che si voglia chiamare civile.

L'AMA, l'azienda che si occupa dei rifiuti a Roma, non ha i mezzi per raccogliere rifiuti da ogni angolo di ogni strada. A malapena riesce a svuotare i cassonetti e a raccogliere i trespoli nei condomìni, non può né è giusto che faccia la pulizia di ogni strada romana, ogni giorno. 


La Polizia Municipale è veramente poca, per strada, nella Capitale. Personalmente, non ho capito dove siano e se vi siano agenti a sufficienza per una città come la nostra. Probabilmente no e comunque il loro primo compito è il traffico veicolare e non i rifiuti. Nulla o quasi fanno, infatti, contro chi getta rifiuti per strada, in sacchi o sparsi. 
Non ho mai visto né sentito di un Vigile che abbia elevato una contravvenzione a qualcuno colto nell'atto di gettare un mozzicone di sigaretta a terra. Eppure, la legge di stabilità del 2016 ha elevato a 300€ la sanzione per i rifiuti gettati nei centri storici. Ma se nessuno la eleva, questa sanzione, cosa la aumentano a fare? Forse non è ancora conveniente per la Municipale fare una multa di 300 euro perché troppi di quei soldi se ne vanno in spese? Forse pensano che 300€ non scoraggino nessuno a gettare a terra un mozzicone? (secondo me basterebbero). Potremmo allora prendere esempio da altre città..Negli Stati Uniti quasi ovunque la sanzione per "littering" ovvero per il getto di rifiuti sparsi a terra è di 1000$ (vedi foto sotto). 

qui sopra un cartello della Georgia, nel sud degli USA
Fino a 1000$ di multa a chi getta rifiuti in autostrada. Facile, prendi la targa...


  Anche in California la sanzione è 1000$


In Texas paghi 2000$ se ti vedono gettare un rifiuto a terra!
Attenzione, poi, lì son tutti armati (specialmente le forze dell'ordine)



In Oregon, sempre Stati Uniti, il costo di un rifiuto a terra è 6250 $ !

Avete capito perché all'estero le strade sono più pulite che da noi? 
Non ci sarebbe bisogno di multe se gli esseri umani nascessero già educati e civili, ma dal momento che non è così, l'unica soluzione, se si vuole veramente tenere pulita una città o un Paese, sono le sanzioni. Più sono elevate (e più si elevano, perché poi se nessuno fa le multe chiaramente il sistema non funziona) e più probabilmente funzionano, perché dopo che hai pagato 1000€ per una sigaretta a terra non solo te lo ricordi per tutta la vita e non lo fai più, ma lo racconti anche ai tuoi figli, ecc. Insomma diventi un portavoce delle regole della buona educazione.

Io aspetto sempre con ansia il giorno in cui un Sindaco a Roma capisca questa cosa ed abbia il coraggio di andare contro i suoi stessi elettori (quelli maleducati) per il bene della città.



Per inciso, anche se il mozzicone di sigaretta può sparire nel giro di qualche anno, grazie agli agenti atmosferici, i metalli pesanti e tossici che sono al suo interno si riversano nell'ambiente e ce li ritroviamo nella catena alimentare!



mercoledì 17 gennaio 2018

Gli Amici di Villa Borghese contro FISE e Frongia




COMUNICATO STAMPA
17.01.2018

VILLA BORGHESE: FISE, CONI, GIU’ LE MANI DALLA VILLA STORICA E DALLA CASINA DELL’OROLOGIO. GLI AMICI DI VILLA BORGHESE CHIEDONO DI BLOCCARE L’ACCORDO ILLECITO 

“La concessione per otto anni alla FISE di Piazza di Siena, della Casina dell’Orologio e del Galoppatoio costituisce un flagrante illecito, concordato a dispetto di ogni trasparenza.

Questo dovrà essere impedito per quattro motivi. 
Il primo motivo è legale: la Carta di cessione di Villa Borghese al Comune, tuttora vincolante, vieta in modo esplicito qualsiasi concessione, seppure parziale, della Villa a chicchessia, poiché vincola perpetuamente la Villa all’uso pubblico improduttivo della cittadinanza romana e nazionale.  “Improduttivo”: vale a dire che nessun ente, FISE compresa, potrà trarne un guadagno. 

Secondo motivo: la FISE è responsabile della devastazione di Piazza di Siena dove, con le strutture del Concorso, ha inflitto danni incalcolabili alla vegetazione storica, senza riguardo per il restauro effettuato nel 2013 e costato oltre due milioni di euro dalle tasche della cittadinanza romana: presto vanificato dall’assalto dei mezzi pesanti e delle strutture FISE.
Affidare piazza di Siena alla FISE sarebbe come consegnare il Campidoglio ad Attila. 

Né si conoscono i programmi che la FISE intenda ospitare a Villa Borghese negli otto anni dell’”affido” per poterne valutare la compatibilità con la caratteristica di Villa storica. Tanta più attenzione è richiesta dalle aree di piazza di Siena e del Galoppatoio, troppe volte in passato sottoposte a occupazioni di durata eccessiva, che le hanno sottratte al loro naturale uso pubblico ed hanno comportato installazioni devastanti.

Terzo motivo: Ricordiamo all’assessore Frongia che Villa Borghese è sottoposta agli stessi vincoli di tutela del Colosseo, essendo classificata come monumento storico, artistico e naturale. Non ci risulta inoltre che l’assessorato allo Sport abbia la delega alle Ville storiche: vorremmo sapere quale su base si sia attribuito questo privilegio.

Infine: la Casina dell’Orologio, stando agli accordi con le amministrazioni passate, deve tornare alla destinazione originaria, e cioè ad accogliere il prezioso patrimonio d’arte della Villa ora abbandonato a marcire in un magazzino. Questo patrimonio comprende capolavori dell’antichità, del Rinascimento e del Barocco, fra cui gli originali delle fontane di Piazza Navona. I capolavori, che adornavano la Villa, furono rimossi per sottrarli ai vandali. L’intenzione era di esporli in una sede protetta: non di abbandonarli. 

Gli Amici di Villa Borghese incalzano da mesi gli amministratori, chiedendo chiarimenti e trasparenza. Le leggi di tutela della nostra meravigliosa Villa parlano chiaro: nessuna eccezione, niente deroghe.

Gli Amici di Villa Borghese.

--

In alto a sinistra: la Casina dell'Orologio a Villa Borghese



qui sopra: arte abbandonata a Villa Borghese 
(foto del National Geographic)


sotto: l'articolo di Repubblica di ieri (con le mie evidenziature)




martedì 16 gennaio 2018

Italia Nostra in difesa di Villa Borghese contro Frongia e FISE

sopra: la presentazione del Presidente Di Paola alla Stampa (da Facebook)

Dopo l'uscita di questo articolo sul Corriere della Sera online, Italia Nostra è stata veloce e puntuale a rispondere:

COMUNICATO STAMPA
16.01.2018

VILLA BORGHESE:
LA CASINA DELL’OROLOGIO ALLA FEDERAZIONE ITALIANA SPORT EQUESTRI?

ITALIA NOSTRA ROMA VORREBBE SAPERE
COSA NE PENSA IL MINISTRO DEI BENI CULTURALI

Da quando in qua l’Assessore allo Sport del Comune di Roma, Daniele Frongia, ha la facoltà di assegnare la Casina dell’Orologio a chiunque ne voglia entrare in possesso? E’ un bene pubblico e non può essere utilizzato in maniera privata, neanche per un mese.

Assegnare alla FISE la Casina dell’Orologio in comodato d’uso, per l’86esima edizione del Concorso Ippico Internazionale, potrebbe significare, come successo tantissime volte a Roma, che la concessione temporanea diventi permanente. Negazione, quindi, all’uso pubblico di un bene architettonico che è di stretta pertinenza ed uso esclusivo di Villa Borghese e dei cittadini.

Fino al 2014 la Casina dell’Orologio ospitava l’Ufficio Centro Storico, il cui spostamento era finalizzato ad utilizzare la Casina per servizi ai cittadini. Si prevedeva di utilizzarla, infatti, come “Biblioteca per i ragazzi” spazio pubblico adeguato alla vocazione della Villa.
Uso pubblico e funzione pubblica, quindi.

La decisione dell’Assessore Frongia appare arbitraria e critica. Altrettanto critica è la sommessa ma esplicita richiesta del Presidente della FISE, Marco Di Paola che dichiara: “…noi vorremmo che le strutture del Concorso Ippico possano restare stabili all’interno del Parco per non dover buttar giù tutto alla fine dei cinque giorni di gara….”.

365 sono i giorni dell’anno: dopo 5 giorni di gare di Concorso Ippico per 360 giorni i cittadini romani e stranieri dovrebbero convivere, in una Villa storica vincolata, con le strutture della Federazione Italiana Sport Equestri.

Le leggi di tutela delle Ville storiche vanno rispettate da tutti senza eccezioni e senza pericolose deroghe.


Non esiste un pasto gratis” è una delle frasi più ricorrenti in economia. La concessione a titolo gratuito della Casina dell’Orologio alla FISE e le inaccettabili richieste del suo Presidente avranno un costo che, prima o poi, si dovrà pagare.

Italia Nostra, Roma.