giovedì 31 maggio 2018

Piazza di Siena: il punto della situazione

Piazza di Siena, 29 Maggio 2018 

E' stato un anno impegnativo, per le Associazioni a difesa di uno dei parchi storici piu' importanti della Capitale. Gli Amici di Villa Borghese, insieme a Italia Nostra, Comitato per la Bellezza, Roma Nuovo Secolo, ma anche Carte in regola, si sono mobilitati per cercare di capire qualcosa riguardo l'accordo, pubblicizzato da Fise nell'autunno del 2017, che avrebbe affidato, secondo quanto dichiarato dal suo Presidente, la parte centrale della Villa, Piazza di Siena, per ben 8 anni alla Federazione Italiana Sport Equestri (Fise)

Ma andiamo con ordine:
Da anni varie associazioni, in primis l'associazione Gli Amici di Villa Borghese, si battono affinché il Comune effettui alcuni interventi importanti di manutenzione a Villa Borghese (10 Punti degli Amici di Villa Borghese). Per questo fine, i rappresentanti di questa associazione, prima dell'estate del 2017 sono andati in Comune per illustrare alla nuova Amministrazione (Commissione Ambiente) gli interventi necessari per salvare la Villa storica, tra queste richieste vi era anche quella di far tornare il prato nell'Ovale di Piazza di Siena, come stabilivano gli accordi con la Fise (che però non li aveva rispettati) e di valutare l'impatto del Concorso ippico sulla vegetazione storica della Villa. Una manifestazione che in passato ha usato allestimenti enormi che hanno arrecato notevoli danni alle piante. Danni mai calcolati, in realtà, ma evidenti (siepi distrutte dalle strutture, alberi danneggiati nei tronchi, ecc). 

Ad Ottobre del 2017, Gli Amici di Villa Borghese vengono invitati da Daniele Diaco, Presidente della Commissione Ambiente del Comune, ad illustrare la situazione di Villa Borghese. In quest’occasione il Servizio Giardini comunica che si sta per dare in adozione Piazza di Siena alla Fise. Gli Amici informano che la Fise era interessata alla Casina dell’Orologio, attualmente chiusa. Il Presidente e l’opposizione rassicurano che non potrà mai essere concessa a nessuno, senza un bando. 
Da lì a poco, il prato di Piazza di Siena viene chiuso per la rimozione di sabbia e materassino in pvc sottostante da parte della Fise. Il prato che viene scelto è un prato a rotoli fatto con un erba che si chiama "festuca". Questo prato deve attecchire, per cui l’Ovale viene chiuso al pubblico. Nessun cartello sulla recinzione per indicare la durata della chiusura, nessuno (CONI, Fise o Comune) che dia notizie sulla durata della chiusura, per questo ad inizio Gennaio gli Amici chiedono formalmente al Comune di conoscere l'accordo e di avere notizie del prato stesso.

Il Comune risponde che l'Ovale è stato riconsegnato dalla Fise al Servizio Giardini in data 22.12.17 e che non è stato ancora siglato alcun accordo di adozione. 

Il prato pero' resta chiuso, le chiavi dei lucchetti le tiene il Servizio Giardini. Le associazioni a questo punto pensano che resterà chiuso fino fine Maggio, per essere mantenuto perfetto fino al Concorso.

Escono quindi alcuni articoli (sul Corriere e Repubblica) in cui si legge di un investimento Fise (sul Concorso ippico di Piazza di Siena) pari a 16 milioni di euro, da spalmare in 8 anni, il Presidente Di Paola parla del Casino dell’Orologio come centro di accoglienza per ricevimenti, e di un suo desiderio di avere delle strutture del concorso stabili a Piazza di Siena, invece di allestire e disallestire ogni anno e ringrazia l'Assessore allo Sport Frongia per l'appoggio. 

Queste dichiarazioni fanno allarmare le associazioni (anche perchè  secondo l'art. 13 della Carta di Cessione della Villa al Comune,  tutta Villa Boghese "è vincolata perpetuamente all'uso pubblico improduttivo della cittadinanza romana e nazionale", quindi non puo' essere sottratta all'uso pubblico, nemmeno in parte) per cui escono, di conseguenza, le loro reazioni sui giornali e la risposta dell'assessore Frongia che spiega che le decisioni vengono prese dal Dipartimento Ambiente e non da lui.

Gli Amici scoprono che il 9 Marzo, sul proprio sito, la Fise, ha pubblicato un capitolato di gara per gli allestimenti dell'86° CSIO (il concorso ippico di Piazza di Siena) e del Galoppatoio. Alla ditta che si aggiudicherà l’appalto verranno affidati gli allestimenti del concorso per 4 edizioni. Sul bando relativo ai lavori al Galoppatoio si legge, inoltre, che il campo gara potrebbe essere permanente (una di tre opzioni).
Intorno a metà Marzo, Comune e Fise firmano l'adozione, per un anno, del prato dell'Ovale. Fise e Coni si impegnano a mantenere il verde orizzontale, faranno anche un restauro delle gradinate sotto supervisione della Sovrintendenza.

Quindi, la recinzione intorno al prato dell'Ovale, le dichiarazioni di Di Paola sulle strutture permanenti e la presenza del termine "permanente" nel Capitolato di gara per il campo al Galoppatoio spingono, il 23 Marzo, Vittorio Emiliani e Carlo Troilo a lanciare un appello sostenuto da 100 nomi illustri del mondo della cultura, arte, ambientalismo per salvare Villa Borghese dalla privatizzazione e spostare il Concorso ippico altrove. L’appello viene messo online e registra circa 3000 adesioni di cittadini in due mesi (mentre i VIP arrivano velocemente a 200).
Quello stesso giorno Daniele Frongia risponde con un comunicato sulla sua pagina facebook in cui scrive anche che “Il soggetto (Fise) non potrà, in ogni caso, installare alcuna attrezzatura mobile fissa e non potrà svolgere attività produttive e remunerative se non attraverso il competente ufficio municipale (previo parere favorevole vincolante del Dipartimento Tutela Ambientale).” Lasciando il dubbio sul fatto che tali autorizzazioni possano in futuro venire concesse.

24 Marzo 2018 – la Fise organizza una conferenza Stampa a Piazza di Siena. Diego Nepi, Direttore Marketing CONI Servizi, prima afferma che lui sarà il "semplice giardiniere" di Piazza di Siena ma subito dopo ammette di aver già parlato con Zétema, Casa del Cinema, Teatro di burattini, ecc. per lavorare “a sistema” e “creare indotto” da Villa Borghese (vedi qui). Si ha l'impressione che il CONI veda Villa Borghese come un’azienda e non come un giardino storico, ma piuttosto come un qualcosa “da spremere” per creare indotto, cioè ricavi (per CONI e Fise).

11 Maggio: Il II Municipio convoca una Commissione Ambiente in cui Diego Nepi assicura che:

1) Il prato verrà riaperto subito dopo il disallestimento (che deve terminare entro il 20 Giugno)
2) Il campo di Gara al Galoppatoio verrà eliminato a fine Concorso
3) Il Casino dell'Orologio non verrà usato da CONI o Fise durante lo CSIO (come aveva già detto il 24 Marzo)

Arriva quindi il giorno del Concorso.
Il Casino viene aperto (a sorpresa di tutti) e utilizzato: la Fise ci fa infatti il banco registrazione, al piano terra, occupando due stanze. 
A Piazza di Siena incontro il Direttore Marketing del CONI che mi spiega che hanno avuto notizia della sua disponibilità solo il giorno prima del Concorso e che appena finite le gare la Sovrintendenza lo riprenderà in carico.

Poi lo CSIO finisce, il CONI è soddisfatto, la fiducia degli sponsor non sembra aver risentito dell'arresto di uno dei membri del Comitato organizzativo dello CSIO pochi giorni prima del concorso, l'Italia vince la Coppa delle Nazioni e sono tutti contenti. La Sindaca diserta però il Concorso, prima volta dal 1926.

L'aspetto positivo di questa storia è l'eliminazione della sabbia silicea dall'Ovale e il restauro delle gradinate e dei muri. 
Però entrambe le cose necessitano di una spiegazione:

1) Il prato.
Srotolato e non piantato, verde intenso, omogeneo, fa sembrare un po' la Piazza un campo da stadio. Ma diciamo che è un dettaglio su cui i più non si soffermeranno, quello he conta, invece, è che venga restituito alla cittadinanza. Il prato dell'Ovale è infatti conosciuto per tradizione come "il prato dei romani" (e non della Fise o del CONI), quindi innaffiarlo e tagliarlo durante l'anno è una cosa, ma tenerlo chiuso per tutto o quasi tutto l'anno, impendendone l'utilizzo ai cittadini, è un'altra. In quest'ultimo caso infatti la Fise andrebbe incontro alla reazione compatta delle associazioni e dei cittadini che sono i legittimi proprietari della Villa stessa. La Villa infatti non puo' essere sottratta all'uso pubblico, nemmeno in parte.

Che succederà al prato? Sui forum online degli amanti dei cavalli,  gli appassionati di equitazione definiscono “pietoso” lo stato attuale del prato, e dicono che ha resistito soltanto grazie al ripetuto intervento dei tecnici (venivano passati dei rulli sul prato tra una gara e l'altra - vedi foto)

e al continuo spostamento degli ostacoli. L’erba utilizzata non sembra essere stata la scelta migliore ed infatti verrà probabilmente fatta un'integrazione (o una sostituzione?) con altri tipi di erba. 
Ci chiediamo: per questa integrazione, il prato dovrà nuovamente essere chiuso? Per quanto? per ora non si sa nulla.

Non è dato nemmeno sapere se nel contratto di adozione sia specificata o meno la chiusura del prato al pubblico e per quanto tempo. 

2) Il restauro
Per la prima volta in decenni, FISE offre una riparazione dopo i tanti danni inferti a Piazza di Siena, finora sempre impuniti. L'"operazione Piazza di Siena" - ha detto Diego Nepi in Commissione Ambiente del II Municipio- è costata sui 300 mila euro. Di questi, però, ipotizziamo che gran parte siano stati spesi per eliminare la sabbia e mettere il prato, in quanto - da quello che ci hanno riferito dal CONI- circa 100 mila euro sono stati spesi per il restauro delle gradinate. Un lavoro di restauro che è stato fatto in fretta, però, forse perchè il contratto di adozione è stato firmato a fine Marzo e la piazza doveva essere pronta meno di due mesi dopo. E infatti già durante i giorni del concorso abbiamo visto che l'intonaco gallino messo sopra il rinzaffo si è staccato in vari punti (vedi foto del 29 Maggio). L'esito del "restauro" non mi sembra ottimo, quindi. 


 
Detto ciò va ricordato anche che Piazza di Siena non fu creata per le gare equestri. Il nome le deriva dal riferimento alla città di Siena, in ricordo delle origini familiari dei proprietari della Villa (e non al Palio di Siena!). Il disegno fu ispirato dall’ippodromo di Plinio, nella cultura classica allora imperante. 
La piazza era destinata alle “feste romanesche” cui partecipava il popolo: tornei, lanci di mongolfiere ma anche banchetti con porchetta e vini frizzanti dei Castelli. Un tempo, inoltre, la vegetazione veniva rispettata molto meglio (vedi foto in b/n, sotto, anni '20), di quanto accade oggi con eventi che utilizzano allestimenti enormi e invasivi, poggiati sopra e dentro le piante (qui si vede prima dell'arrivo del Coni come allestivano senza alcun rispetto delle siepi di bosso e qui si vede la situazione nel 2018, con allestimenti ancora da migliorare).

Infine, oltre alla sottoscritta, molti ritengono che i grandi eventi non siano compatibili con un giardino storico. La Carta dei giardini storici di Firenze, sottoscritta anche dall’Italia nel 1981, chiarisce, infatti, che (art. 19): " Per natura e per vocazione il giardino storico è un luogo tranquillo che favorisce il silenzio e l'ascolto della natura..." e ancora (art. 20): "Se, nella vita quotidiana, i giardini possano tollerare lo svolgersi di giochi tranquilli, conviene comunque creare, parallelamente ai giardini storici, alcuni terreni appropriati ai giochi vivaci e violenti e agli sport, così da rispondere ad una domanda sociale senza nuocere alla conservazione dei giardini e dei siti storici."

L'allestimento dei "giochi moderni" (eventi) è infatti notevolmente ingigantito rispetto alle feste di cento anni fa.
E le strutture degli eventi moderni non piovono dal cielo. Devono essere depositate e piazzate da mezzi pesanti. Non possono essere portate a braccio. Quando le gru sollevano una pedana, un prefabbricato, le grosse aste metalliche dei riflettori, i massicci blocchi che li fissano al terreno, questi, oscillano nell'aria e ogni tanto finiscono inevitabilmente per colpire alberi e piante. E un colpo ad un tronco puo' risultare fatale per un albero. Che magari è stato piantato duecento anni fa. 

In conclusione: 
Grande successo per FISE e CONI che festeggiano la splendida doppia vittoria dei cavalieri italiani e, grazie anche alla cornice storicamente spettacolare di Piazza di Siena, incassano la notevole cifra di tre milioni di euro dagli sponsor. 

Resta la domanda: Villa Borghese cosa ha ottenuto in cambio? 

Un restauro sommario delle gradinate di Piazza di Siena, costato a CONI e FISE circa 100 mila euro. Il ritorno tanto sospirato dell’erba nell’ovale sembra essere a quasi esclusivo beneficio della FISE (ai cittadini resta solo la vista): già transennato l’ovale per un periodo di tempo senza precedenti - ben otto mesi, da ottobre 2017 a giugno 2018 - ora si prevede un prolungamento del divieto d’accesso alla cittadinanza per permettere agli agronomi FISE di riseminare un’erba più resistente e consona alle gare del Concorso. Cioè altri mesi di transenne.

Quanto al Galoppatoio, c’è incertezza sulla sorte del nuovo campo gara in sabbia, allestito quest’anno per la prima volta in quel luogo da FISE - CONI, raddoppiando le proprie strutture di gara. È possibile che quel campo diventi permanente, contraddicendo le pubbliche assicurazioni riguardo alla rimozione a fine Concorso. 

Volendo mettere sui piatti della bilancia l’incasso di tre milioni di euro contro un investimento da circa 100 Mila euro e la manutenzione dell’ovale per accudire il fondo erboso in vista delle future gare ippiche (25 mila euro l'anno, da quello che ci ha detto CONI), lo squilibrio pare evidente. 

Villa Borghese è, ancora una volta, una “gallina dalle uova d’oro”? 


*** *** ***

Nota: per chi fosse interessato al Casino dell'Orologio, 
questa era la destinazione cui era stato destinato


AGGIORNAMENTO DEL 10 LUGLIO 2018:

Prato di Piazza di Siena: è stato riseminato due settimane fa (trasemina) con il "bermuda grass" l'erba che si usa all'Olimpico. La festuca non ha avuto una grande resa, la mescolanza con il bermuda (gramigna) dovrebbe conferire maggiore resistenza. Il Coni, ascoltando le nostre richieste (per la non chiusura prolungata dell'Ovale) ha preferito fare una trasemina e non ri-zollare il prato intero. Sono state finalmente tolte la transenne e dopo ogni risemina (pare che ce ne sarà più di una durante l'anno) il prato dovrà restare chiuso al pubblico per 15 giorni. 

Galoppatoio: Il campo di gara al Galoppatoio per adesso è rimasto, sono state smontate solo le tribune ma la sabbia e il cordolo sono rimasti. Quindi la promessa di Diego Nepi (Coni) dell'11 Maggio è stata disattesa. Nepi mi ha spiegato che eliminando il campo l'area tornerebbe degradata (abbandonata), invece così resta pulita (e non si spendono i soldi per rimuovere la sabbia, dico io), ma, visto che così si altera lo stato dei luoghi, speriamo che abbiano le autorizzazioni per fare una cosa simile.
A Dicembre scadrà la concessione del Galoppatoio alle persone che l'hanno avuta finora, vedremo chi la prenderà. (Io immagino la Fise).

To be continued...


lunedì 14 maggio 2018

Casino Ludovisi: a chi serve un altro parcheggio (qui)?


il casino Boncompagni-Ludovisi o Casino dell'Aurora

Un residente del rione Ludovisi mi invia l'appello dei residenti preoccupati per la futura costruzione di un parcheggio sotterraneo nell'area del Casino Ludovisi. A poche centinaia di metri ci sono già due grandi parcheggi, dei quali uno (quello al Galoppatoio) è sempre semi deserto. 
Perché mettere a rischio un'opera d'arte per farne costruire un altro?

APPELLO DEI RESIDENTI SUI LAVORI AUTORIZZATI NELL’AREA DEL CASINO DELL’AURORA
Suscitano profonda preoccupazione le notizie apparse sulla stampa circa il permesso di costruire un parcheggio interrato nel parco del Casino dell’Aurora Boncompagni-Ludovisi. La Villa è delimitata da un terrapieno di recinzione lungo Via Ludovisi, Via Aurora e Via Lombardia, dove si trova l’ingresso. Tutto il lato opposto a Via Aurora è confinante con due palazzi e con l’Hotel Eden. Il permesso di costruzione del parcheggio, sarebbe stato protocollato alla fine di maggio 2017 dal Comune di Roma e avrebbe la durata di un anno. 
La decisione di costruire un parcheggio interrato e, in prospettiva un centro commerciale, in una zona in cui vi sono già parcheggi e supermercati, risulta davvero singolare. La Villa, che è un piccolo gioiello per la sua struttura e per le pitture murali presenti al suo interno, il bel parco e la presenza di un cedro secolare, i possibili resti archeologici presenti nel sottosuolo meriterebbero scelte più coerenti con la funzione culturale del prezioso complesso emeglio integrabili con le politiche culturali del territorio. 
Da non dimenticare che la Villa può essere visitata a pagamento da gruppi di visitatori che ne facciano richiesta e questa è una risorsa economica per i proprietari e una risorsa culturale per la città.
Dal 2010 la parte di terrapieno all’angolo di Via Lombardia con Via Aurora è sostenuto da ponteggi, a causa della formazione di crepeSarebbe intanto urgente provvedere al consolidamento dell’area da parte della proprietà. Sarebbe anche interessante sapere chi in questi otto anni ha pagato l’occupazione di suolo pubblico per i ponteggi, sotto i quali si accumulano vari tipi di rifiuti e cresce un bell’albero di fico.
E’ ugualmente fondamentale sottolineare l’assenza di un' informazione adeguata circa le decisioni della proprietà, visti i prevedibili rischi per la Villa stessa e per i palazzi contigui al punto in cui sarebbe creato il parcheggio. Tutta la lunga “operazione Casino dell’Aurora Boncompagni Ludovisi” per la costruzione del parcheggio, iniziata nel 2010, è stata gestita in modo molto “riservato” negandone l’esistenza con gli stessi residenti che avevano osservato lavori di scavo nel parco nell’autunno del 2012.
Sollecitiamo una più incisiva attenzione e azione da parte della Soprintendenza e del Comune per impedire che nella forse unica area, rimasta relativamente tranquilla, venga convogliato ulteriore flusso automobilistico in una zona di traffico già caotico a ridosso della ZTL, anche per i bus turistici che stazionano e manovrano in via Ludovisi.  
Ci attendiamo provvedimenti rispettosi della funzione del complesso del Casino dell’Aurora, dell’interesse della città e della cultura. 

giovedì 26 aprile 2018

Piazza di Siena: il nuovo prato non regge, il concorso migra al Galoppatoio



Comunicato stampa

IL NUOVO PRATO DI PIAZZA DI SIENA NON REGGE, 
IL CONCORSO IPPICO MIGRA AL GALOPPATOIO

Anni fa la Fise (Federazione Italiana Sport Equestri) ha ottenuto di mettere la sabbia sul prato dell’Ovale per svolgere il Concorso ippico annuale nella storica Piazza di Siena. La sabbia sarebbe dovuta essere eliminata, ogni anno, alla fine dei quattro giorni di gare, ma la Fise - pensando bene di risparmiare tempo e denaro- l’ha lasciata per 10 anni, trasformando il “prato dei romani” in una distesa di finta sabbia.
Poi (autunno 2017) ha deciso di tornare all’erba, eliminando finalmente la sabbia silicea - e il materassino in PVC sottostante. Non è dato sapere, tra l’altro, come mai non si potesse tornare al vecchio sistema della semina primaverile del prato per la gara di fine Maggio e si sia deciso invece di srotolare enormi tappeti da stadio a ottobre e tenere l’Ovale chiuso al pubblico per 8 mesi. 

Ora scopriamo che l’operazione, sbandierata dagli abili front mendi Fise e Coni come “riqualificazione” e ritorno al verde, in realtà è stata sostanzialmente un fiasco, infatti la maggior parte delle gare equestri non si terranno su questo prato, così fortemente voluto dal nuovo presidente Marco Di Paola, ma bensì nel più dimesso (semi abbandonato e degradato) Galoppatoio.

Non ci sono altre spiegazioni, ritengono le associazioni de Gli Amici di Villa BorgheseRoma Nuovo SecoloComitato per la Bellezza, tranne quella che questo spostamento di metà del Concorso (a cominciare dalla cerimonia di apertura) sia stata una decisione indispensabile per mantenere il prato  - ancora lontano dall’essere pienamente attecchito - vivo fino alla fine dei cinque giorni del Concorso. I tappeti di erba non sono piantati ma srotolati e “appiccicati”..un po’ come un parrucchinosu una testa calva. Un prato, così delicato, non potrebbe molto probabilmente riuscire a sopportare le sei o sette gare giornaliere dello CSIO. 

Cosa comporta questo spostamento (dell’ultimo minuto) di tante gare al Galoppatoio?

Per la Fise un aumento delle spese, la cancellazione di alcune discipline, un malcontento diffuso tra i suoi cavalieri, cuhe avrebbero desiderato esibirsi nella scenografica Piazza di Siena e che invece si ritroveranno nella parte della Villa che nessuno, o quasi, conosce, il Galoppatoio (più di nome che di fatto, oggi)

Per gli spettatori: uno spostamento avanti e indietro dallo stadio del Galoppatoio (di cui ancora non si sa nulla, perché i lavori non sono ancora iniziati) al cuore della Villa (circa 1 km) per seguire le gare.  

Per Villa Borghese: un aumento dei rischi di danni alla vegetazione storica, un aumento del traffico e del caos generale che questo via vai di cavalli, cavalieri e mezzi, probabilmente comporterà e in definitiva una vera “invasione” bimestrale di un giardino storico che per sua natura - come recita la Carta internazionale dei giardini storici di Firenze- è un luogo preposto alla pace, alla tranquillità, al silenzio e al contatto con la natura. 

Carlo Troilo co-fondatore di Roma Nuovo Secolo, afferma: “a questo punto è chiaro che il Concorso Ippico, già dal prossimo anno, dovrà trovare una nuova sede.  Infatti, caduta la ragione principale per non spostarlo (la lunga tradizione e la cornice pittoresca di Piazza di Siena), non si vede alcun motivo per insistere su questa Villa e rifiutare la soluzione brillante offerta dal Centro Ippico di Tor di Quinto”.   
L’alternativa del Galoppatoio, infatti, non avrebbe alcun “fascino” e richiederebbe forti investimenti per recuperare quell’area oggi molto degradata: investimenti che paiono eccessivi, se destinati unicamente ad ospitare una manifestazione equestre di  quattro giorni.

La richiesta dello spostamento del Concorso, formulata qualche settimana fa, in un appello pubblico da Carlo Troilo e da Vittorio Emiliani e sostenuta dalle Associazioni Gli Amici di Villa Borghese, da esponenti di Italia Nostra, Fai Lazio, WWF, Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio, Stop a consumo di suolo, ed altri è stata firmata direttamente oppure online già da 2.000 cittadini tra cui circa 200 personalità di rilievo (storici dell’arte, urbanisti, archeologi, giuristi, giornalisti, ma anche attori, registi e cantanti).
Roma Nuovo Secolo, Comitato per la Bellezza, Amici di Villa Borghese

Per informazioni:
Carlo Troilo carlotroilo38@gmail.com 
Testo dell’appello e firme: 


venerdì 23 marzo 2018

Un appello per Villa Borghese

Pubblichiamo l'appello di Carlo Troilo e Vittorio Emiliani per Villa Borghese, uscito oggi sul Fatto Quotidiano, Repubblica, Corriere, Huffington Post, Articolo 21, Emergenza Cultura.
All'appello hanno aderito oltre 100 personalità del mondo della cultura, dell'arte e dell'ambientalismo (alla fine le firme).
Attendiamo la risposta del Comune.
(sopra: foto del Casino dell'Orologio a Piazza di Siena)


Tre richieste fondamentali per salvare Villa Borghese e Piazza di Siena

Chiediamo che, a tempi brevissimi, gli assessori capitolini allo sport e all'ambiente chiariscano ai cittadini come stanno realmente le cose in relazione alla notizia –pubblicata da tutta la stampa romana– di un accordo con il Coni e con la Federazione Sport Equestri (FISE) col quale si affiderebbe ai due enti di gestire Piazza di Siena e il Galoppatoio di Villa Borghese per le gare ippiche che vorranno, con contratti rinnovabili e per ben otto anni nelle intenzioni della Fise, utilizzando la Casina dell'Orologio per "ricevimenti", trasformando anche il Galoppatoio in un impianto sportivo permanente, e rendendo stabili le tribune e gli altri impianti: in pratica, una sostanziale, continuata "privatizzazione" di Piazza di Siena e del Galoppatoio, escludendo dal suo pieno godimento i cittadini romani ai quali lo stato invece la destinò acquistandola nel 1901.
Chiediamo che, al contrario, entro l'estate, si concretizzi l'impegno a trasferire, dal prossimo 2019, il Concorso ippico in altra sede. Da qualche anno –e con una impressionante progressione– il Concorso Ippico di Piazza di Siena si è trasformato in un pretesto per occupare per circa due mesi (fra preparazione, concorso e ripristino della zona) tutta l'area circostante, fino alla cancellata del Giardino del Lago: una marea di bancarelle e di rumorose installazioni che rendono inaccessibile una vasta area di Villa Borghese e ne fanno un indecoroso suk. A questo s'aggiungono i continui danni, irreparabili, alla vegetazione dei giardini storici, e il via vai di mezzi pesanti il cui ingresso è vietato dalle leggi di tutela.
Nel contempo suggeriamo come nuova sede del Concorso stesso lo Stadio dei Marmi, dove si svolge già con successo il prestigioso Concorso ippico internazionale del Longines Global Champions Tour. Una location perfetta perché non necessita di lavori di allestimento, si inserisce nel quadro di un Foro Italico destinato alla pratica di tutti gli sport e dispone di ampi parcheggi. Lo stesso vale per l'ippodromo di Tor di Quinto, prestigiosa sede del centro ippico dei Lancieri di Montebello, ai piedi della Collina Fleming.
Chiediamo che, essendo già la "città storica di Roma" qualificata Sito Unesco Patrimonio dell'Umanità e la stessa Villa Borghese inserita nella apposita Carta Unesco, essa venga tutelata con ben altra attenzione e energia stornando definitivamente la minaccia di una "privatizzazione" come quella contenuta nella convenzione fra Comune, Coni e Fise per Piazza di Siena e per il Galoppatoio, e eliminando per sempre lo sconcio, intollerabile parcheggio di pullman turistici dall'ingresso del Valadier da Piazzale Flaminio verso l'interno. 
Oltre tutto, la Carta Mondiale di Firenze del 1981 prevede che nei luoghi storici dalla stessa protetti gli eventi possano essere soltanto eccezionali e non invece continui.
Non siamo fra quanti vorrebbero conservare questi beni come in una teca, ma riteniamo che nelle ville storiche siano possibili soltanto attività e strutture discrete, compatibili con l'assetto antico e con la funzione pubblica delle ville medesime, come, ad esempio, la Casa del Cinema e la Ludoteca della Casina di Raffaello. 
Da ultimo ci chiediamo: ma cosa stanno facendo o si propongono di fare, davanti a tanti stravolgimenti di un bene storico, artistico e paesaggistico di valore planetario quale Villa Borghese, la Sovrintendenza Capitolina e la Soprintendenza statale? Rimanere a guardare?
Vittorio Emiliani, Comitato per la Bellezza 
Carlo Troilo, Osservatorio Roma


Aderiscono (aggiornato al 14 Maggio 2018):
2500 cittadini online, oltre alle seguenti personalità:
  1. Desideria Pasolini dall'Onda, fondatrice di Italia Nostra, Comitato per la Bellezza
  2. Valeria Grilli, presidente FAI Lazio
  3. Fulco Pratesi, presidente onorario WWF
  4. Nicola Caracciolo, Presidente onorario Italia Nostra
  5. Dacia Maraini, scrittrice
  6. Carlo Verdone, attore e regista  
  7. Licia Vlad Borrelli, archeologa, specialista del restauro
  8. Valerio Magrelli, poeta,  scrittore, docente universitario
  9. Alberto Asor Rosa, saggista, Università La Sapienza
  10. Adriano La Regina, presidente Istituto Naz. Archeologia e Arte, accademico dei Lincei
  11. Paolo Sommella, archeologo, accademico dei Lincei
  12. Vezio De Lucia, urbanista e saggista, pres. Bianchi Bandinelli
  13. Alix Van Buren, presidente Amici di Villa Borghese
  14. Gianni Mattioli, fisico, fondatore di Legambiente
  15. Luigi Manconi, sociologo e scrittore, Comitato per la Bellezza
  16. Lauro Marchetti, direttore Giardini e Rovine di Ninfa
  17. Furio Colombo, giornalista-scrittore
  18. Luca Verdone, regista  
  19. Pietro Giovanni Guzzo, Ist. Naz. Archeologia e Arte, accademico dei Lincei
  20. Fausto Zevi, archeologo, docente alla Sapienza, accademico dei Lincei
  21. Corrado Stajano, giornalista scrittore
  22. Giovanna Borgese, fotografa
  23. Gabriele Lavia, attore e regista
  24. Michele Placido, attore e regista
  25. Monica Guerritore, attrice
  26. Alberto Benzoni, presidente Roma Nuovo Secolo
  27. Principe Jonathan Doria Pamphili
  28. Andrea Emiliani, storico dell'arte, accademico dei Lincei
  29. Giulia Rodano, già Assessore regionale alla Cultura
  30. Paolo Maddalena, vice-pres, emerito Corte Costituzionale
  31. Eleonora Giorgi, attrice
  32. Antonello Falomi, presidente Associazione ex parlamentari
  33. Paolo Berdini, urbanista e saggista, Comitato per la Bellezza
  34. Roberto Zaccaria, giuspubblicista
  35. Massimo Teodori, storiografo
  36. Antonio Padellaro, giornalista, fondatore de "Il Fatto Quotidiano"
  37. Nicola Spinosa, storico dell'arte, già soprintendente Polo Museale di Napoli
  38. Bruno Toscano, storico dell'arte, professore emerito Roma Tre
  39. Jadra Bentini, presidente Italia Nostra Bologna, già soprintendente 
  40. Guido Pollice presidente Verdi Ambienti Società (VAS) con l'intero esecutivo
  41. Mina Welby, copresidente Associazione Luca Coscioni
  42. Italo Moscati, scrittore, autore televisivo
  43. Luna Vincenti, cantante e produttrice
  44. Enzo Saponara, attore
  45. Giuseppe Cederna, attore e scrittore
  46. Silvia Danesi Squarzina, storica dell'arte
  47. Luigi Piccioni, storico dei Parchi Nazionali, Università di Reggio Calabria
  48. Maria Pia Guermandi, coordinatrice Emergenza Cultura, archeologa
  49. Cristiana Mancinelli Scotti, Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio
  50. Guido Barlozzetti, conduttore tv, scrittore
  51. Comitato per la Difesa di Villa Borghese
  52. Associazione Amici di Villa Strohl Fern
  53. Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio
  54. Ruggero Martines, già soprintendente Roma e Puglia
  55. Chiara Frugoni, storica dell'arte, medievista
  56. Andrea Manzella, costituzionalista
  57. Francesco Pardi, paesaggista, Università di Firenze
  58. Giorgio Nebbia, pioniere dell'ambientalismo, professore emerito Bari
  59. Alberto Abruzzese, sociologo e saggista
  60. Umberto Croppi, Associazione "Una città"
  61. Mario Morcellini, consigliere Comunicazione della Sapienza, Roma
  62. Rita Paris, direttore Parco Archeologico Appia Antica, Mibact
  63. Giorgio Boscagli, biologo, Gruppo dei 30, già direttore di Parchi Nazionali
  64. Francesco Mezzatesta, fondatore della LIPU
  65. Carlo Pavolini, già docente archeologia classica
  66. Lorenzo Lavia, attore e regista
  67. Gabriele Simongini, critico, docente all'Accademia di Belle Arti di Roma
  68. Celestino Spada, Economia della Cultura
  69. Vincenzo Scolamiero, docente Accademia di Belle Arti Roma, pittore
  70. Massimo Livadiotti, Respiro Verde
  71. Gaia Pallottino, Coordinamento Residenti Città Storica
  72. Annalisa Cipriani, Italia Nostra Roma
  73. Mirella Belvisi, Italia Nostra Roma
  74. Maria Teresa Filieri, storica dell'arte, già direttore Musei Naz. di Lucca
  75. Nicola Scalzini, Italia Nostra
  76. Nathalie Naim, consigliere I Municipio
  77. Giorgio Treves, regista cinema e tv 
  78. Patrizia Antonicelli, dirigente aziendale
  79. Renata Rampazzi, pittrice
  80. Luciano Manuzzi, regista cinema e tv
  81. Andrea Camilli, archeologo, Assotecnici
  82. Stefano Sylos Labini, ricercatore
  83. Paola Paesano, direttore Biblioteca Naz. Vallicelliana
  84. Pio Baldi, architetto, già soprintendente Lazio
  85. Bernardino Osio, ambasciatore
  86. Franco Monteleone, storico radio e tv, Roma Tre
  87. Sergio Guidi, presidente Ass. Nazionale Patriarchi della Natura con l'intero esecutivo
  88. Vittorio Roidi, giornalista
  89. Maria Grazia Cianci, Dipartimento di Architettura, Roma Tre
  90. Giancarlo Santalmassi, giornalista
  91. Giorgio Panizzi, Circoli Fratelli Rosselli
  92. Gianandrea Piccioli, consulente editoriale
  93. Guido Melis, storico dell'Amministrazione, Sapienza, Roma
  94. Ugo Leone, professore emerito Scienze Ambientali, Napoli
  95. Carlo Clericetti, giornalista
  96. Maurizio Fiasco, sociologo
  97. Pino Coscetta, giornalista scrittore
  98. Giuseppe Lo Mastro, avvocato
  99. Emilio Drudi, giornalista scrittore
  100. Renato Parascandolo, già responsabile Rai Educational
  101. Montse Manzella
  102. Andrea Costa, Ass. Roma Nuovo Secolo
  103. Stefano Sepe, docente Storia dell'Amministrazione
  104. Annarita Bartolomei
  105. Ferdinando Zucconi Fonseca, già presidente di Cassazione
  106. Raffaella Prandi, giornalista
  107. Vittorio Sartogo, Ass. Insieme Roma
  108. Daniele Protti, giornalista
  109. Giuseppe Sfligiotti, dirigente industriale
  110. Dina Nascetti, per il comitato Vivere Trastevere
  111. Paola De Vecchi, per il Comitato Trionfalmente
  112. Pino Galeota, coordinatore Corviale Domani
  113. Giuseppe Morabito, Giustizia e Libertà
  114. Federico Sandrone, urbanista
  115. Domenico Finiguerra, Stop a consumo di suolo
  116. Riccardo Picciafuoco, Salviamo il Paesaggio Marche
  117. Michele Boato, Ecoistituto Veneto
  118. Oreste Magni, Ecoistituto Valle del Ticino
  119. Gabriella Lalìa, pres. Ass. Oltrelasiepe Arcevia
  120. Fiorenza Rossetto, Salviamo Bracciano
  121. Antonio Tomei, Salviamo il Paesaggio Latina
  122. Luigi Scarsi, Stop al consumo di suolo
  123. Stefania Aphel Barzini, scrittrice
  124. Fabrizio Falconi, scrittore, giornalista 
  125. Giuseppe Cerasa, giornalista
  126. Edoardo Salzano, urbanista, già Presidente dell'INU
  127. Paolo Flores D’Arcais, direttore Micromega    
  128. Paolo Liverani, archeologo, docente Università di Firenze 
  129. Barbara Drudi, Accademia di Belle Arti, Firenze
  130. Francesco Alemanni, Responsabile nazionale organizzazione dei Verdi
  131. Luca Mozzati,  storico dell'arte, fotografo, consulente progetti a carattere storico artistico
  132. Elio Paparatti, restauratore, progettista collaboratore della Soprintendenza Archeologica di Roma e della Sovrintendenza Comunale
  133. Italia Nostra Onlus Sezione di Viterbo
  134. A.N.G.E.V.-PRO.CIV. (Guardie Ecologiche Vol. e Pro Sede Operativa)
  135. Roberta Sibona, giornalista 
  136. Franco Bassanini, Presidente della Fondazione Astrid   
  137. Walter Monici, Architetto, Comitato parco Sempione Milano
  138. Rossella Sleiter, giornalista
  139. Elio Veltri, ex Sindaco di Pavia
  140. Enrico Luciani, Presidente Associazione A. Cipriani e Comitato Gianicolo
  141. Battista Sangineto, archeologo, docente Università della Calabria
  142. Nando Tasciotti, giornalista scrittore
  143. Jacopo Gardella, architetto, Milano
  144. Centro Studi Giorgio Muratore
  145. Francesco De Vescovi, già dirigente RAI, saggista
  146. Leonardo Gorra, giornalista
  147. Mario Baccianini, giornalista tv e saggista
  148. Lucia Campione, già dirigente Rai
  149. Maurizio Chierici, giornalista scrittore
  150. Paolo Maddalena, Vice Presidente emerito della Corte costituzionale
  151. Michele Aleffi, associato di Botanica Sistematica, Camerino
  152. Renzo Moschini, già pres. Parco Nazionale San Rossore
  153. Fabio Garbari, già pres. Società Botanica Italiana
  154. Corradino Guacci, pres. Società per la storia della fauna "G.Altobello"
  155. Francesco Framarin, già direttore Parco Naz. Gran Paradiso
  156. Carlo Ferrari, prof. emerito di Botanica, Università di Bologna
  157. Paolo Zaccagnini, giornalista e blogger, Dublino
  158. Anna Donati, Mobilità sostenibile Kyoto Club
  159. Chiara Valentini, giornalista scrittrice
  160. Stefano Quondam, giornalista
  161. Kevin Cianfaglione, Università della Bretagna, Brest, e di Camerino
  162. Irene Berlingò, archeologa
  163. Eric Salerno, giornalista scrittore
  164. Guido Alferj, giornalista
  165. Sandro Pignatti, prof. emerito di Ecologia alla Sapienza, Roma
  166. Barbara Drudi,Accademia di Belle Arti, Firenze
  167. Giovanni Damiani, biologo. Già Direttore dell'Agenzia Nazionale per l'Ambiente.  Ecoistituto Abruzzo
  168. Franca Fossati Bellani, oncologa infantile 
  169. Spartaco Gippoliti, zoologo
  170. Lucilla Tozzi, presidente Italia Nostra Siena
  171. Lucinia Speciale, storica dell’arte, Università del Salento
  172. Paola Viero, esperta di cooperazione internazionale
  173. Stefano Simoncini, operatore culturale
  174. Giulio Castelli, giornalista e scrittore
  175. Marida Lombardo Pijola, giornalista 
  176. Piero Malenotti, sociologo   
  177. Guseppe Scaraffia, francesista, scrittore, La Sapienza    
  178. Silvana Mazzocchi, giornalista
  179. Roberto Seghetti, giornalista  
  180. Laura Ballio,giornalista  
  181. Maria Paola Dettori, storica dell'arte, Sopr. unica Sassari   
  182. Fabio Marcelli, storico dell'arte Università Perugia
  183. Mauro Bucarelli,  musicologo, Accademia S.Cecilia   
  184. Daniela Poggi,attrice   
  185. Alfredo Recanatesi,  giornalista economico  
  186. Nico Valerio,storico dell'alimentazione
  187. Francesca Valli, storica dell’arte, Bologna
  188. Carla Sepe, giurista
  189. Beno Reverdini, avvocato, consigliere Associazione Dimore Storiche Italiane Lombardia