venerdì 26 febbraio 2016

Petizione: rivedete i costi dei permessi ZTL


Stamattina sono andata a fare il cambio di targa sul mio permesso ZTL perché da qualche mese ho venduto la mia macchina e tra pochi giorni mi dovrebbe arrivare quella nuova.

Ho scoperto alcune cose su questi permessi ZTL, che mi hanno lasciato alquanto perplessa:

1) I mesi non utilizzati del permesso non te li rimborsa nessuno, inoltre se ad un certo punto decidi di vendere l'auto e non ricomprarla hai perso i soldi pagati al Comune per acquistare un permesso ZTL.

Questo lo reputo ingiusto, oltre che sbagliato, sia perché paghi per un servizio che non usi più (l'accesso alla ZTL che hai pagato, per giunta in anticipo!), sia perché in questo modo non c'è nulla che incentivi i residenti a vendere l'auto per passare, per esempio, a mobilità più ecologiche come il car sharing  (che in questi mesi ho provato e devo dire che per chi abita in centro è un'ottima alternativa a basso costo, utile però soprattutto se non si hanno bambini piccoli, che sulle smart non possono circolare), che invece è un servizio che andrebbe incentivato il più possibile da parte del Comune perché contribuisce a ridurre le macchine e le emissioni.

2) Se devi cambiare la targa al tuo permesso (un'operazione da 5 minuti allo sportello ed una stampa che a malapena costerà 1 euro) devi pagare ben 132 Euro.

Confrontando questa spesa con i 55 euro che si pagavano per l'intero permesso -se non erro- 8 anni fa questo è un altro costo che mi sembra troppo alto.

3) Se ti rubano la macchina, oltre alla perdita economica non risarcita dalla tua assicurazione, avrai anche il permesso da far duplicare (e anche lì ci aggiriamo intorno ai 150 Euro - perché? è solo una stampa, la targa resta la stessa. Non si capisce).

Ma udite, udite, la cifra più assurda (dopo il costo del permesso che è passato dai 55 euro di alcuni anni fa ai 1032€ per un'auto di piccola cilindrata) è che se cambi indirizzo -anche se resti nello stesso palazzo, ma cambi interno per esempio- devi ripagare tutto il permesso per intero (così  mi spiegava l'impiegato questa mattina allo sportello). 

Quindi se cambiate residenza, restando in ZTL, nonostante rimaniate titolari dello status di residente in centro storico (il quale chissà perché deve essere tassato in questo modo solo per tornare a casa propria con la macchina) dovete acquistare un nuovo permesso, senza sconti.
Si tratta solo di una stampa, perché la targa della vettura rimane la stessa, quindi non c'è da immettere alcun numero nei computer dell'Atac e nei varchi elettronici, non importa, dovrete ripagare, se avete una macchina piccola, ben 1032€!

Tralascio il fatto che non capisco come nell'era delle comunicazioni elettroniche io possa sì richiedere il permesso online ma questo mi arrivi dopo ben 15 giorni mentre se vado allo sportello me lo danno in mezz'ora circa (ma perché dobbiamo tutti sempre spostarci e inquinare la città?) mandatemi intanto un provvisorio e poi con calma il definitivo come fanno le assicurazioni..

In sintesi comprendo l'idea di disincentivare l'uso dell'auto a Roma e quindi di dare un prezzo al permesso per circolare in centro (a chi ci abita) anche se secondo me provvedimenti più efficaci per diminuire l'inquinamento ed il traffico veicolare a Roma potrebbero essere:

  • Diffondere capillarmente le colonnine di ricarica per le auto elettriche (80 per Roma sono poche!),
  • Aumentare il car sharing,
  • Abbassare notevolmente il costo del permesso per chi guida un' auto ibrida (invece adesso c'è solo uno sconto del 23% sul permesso quinquennale e del 15% su quello annuale, rispetto alle auto a combustibile fossile),
  • Proibire, come durante il Giubileo del 2000, i pullman turistici dentro le mura Aureliane (consumano 2 litri di gasolio a Km!) 
  • Multare severamente tutti i mezzi in sosta con il motore acceso (sono tanti e mai visto un vigile fare multe in questo senso),
  • Aumentare la ciclabilità nella Capitale: diffondere seriamente il bike sharing, le piste ciclabili, la possibilità di trasportare le biciclette sui mezzi pubblici, la chiusura completa del tridente per alcune ore al giorno per riservarlo alle biciclette/pattini, ecc (lo fanno a Monaco).
  • Trasformare tutti i mezzi pubblici su gomma in mezzi elettrici o ibridi,
  • Incentivare il passaggio dei riscaldamenti da centralizzati ad autonomi

Ritengo quindi che sia il caso di sensibilizzare il Gabinetto del Sindaco e l'Assessorato alla Mobilità in modo che i costi relativi ai permessi ZTL vengano abbassati e resi così più equi.

Scriviamo:

A: 

Oggetto: suggerimento sui permessi ZTL 

Testo da copiare ed incollare nella vostra email:

Gentili Signori,

Sono un residente nel centro storico di Roma e Vi scrivo per chiederVi di rendere più equi i costi relativi al permesso di circolazione e sosta in ZTL .

Trovo infatti iniquo che:
1. Il costo del permesso ZTL per i residenti sia passato da poche decine di euro a oltre mille Euro in pochi anni,
2. Per cambiare targa o richiedere un duplicato del permesso smarrito o rubato si debbano pagare oltre 100 euro,
3. Le auto ecologiche (ibride/GPL o metano) godano solo di uno sconto che va dal 15 al 23% sul costo (e godano perfino di minore sconto rispetto alle auto a benzina o gasolio in caso di acquisto del permesso quinquennale invece che dell'annuale), quando dovrebbe essere interesse comune che più cittadini possibile guidino auto meno inquinanti,
4. Non vi sia rimborso del permesso già pagato nel caso in cui si decida di vendere l'auto e non ricomprarla prima della scadenza del permesso e 
5. Nel caso di cambio di indirizzo, pur se nei confini del centro storico, un residente perda tutti i soldi pagati (in anticipo!) e debba acquistare un nuovo permesso pagandolo nuovamente per intero!

Sarebbe giusto che il problema del traffico e dell'inquinamento in città fosse affrontato in chiave più moderna ed equa, incentivando la mobilità maggiormente ecologica (il car e bike sharing, passando il trasporto pubblico all'elettrico ed ibrido, facendo più piste ciclabili e potenziando i mezzi pubblici) invece di pensare di imporre ai residenti delle vere e proprie tasse occulte oltre a quelle che già paghiamo per circolare e parcheggiare vicino a casa nostra. 

RingraziandoVi per l'attenzione, rimango in attesa di un Vostro gentile segno di riscontro e Vi porgo

Cordiali saluti,

(nome, cognome)


sopra: schermata presa dal sito del Comune di Roma con alcune note personali  

Sondaggio (a risposta multipla):

Il permesso ZTL ha un prezzo giusto?

NO, è troppo caro
Sì, è allineato con le altre città
Non si dovrebbe pagarlo di nuovo n caso di cambio residenza
E' giusto pagarlo di nuovo in caso di cambio di residenza
Dovrebbe essere molto più economico per ibride, GPL/metano
Dovrebbe essere più caro di adesso
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martedì 2 febbraio 2016

NO alla capitozzatura degli alberi !



Avete mai notato a Roma quando "potano" gli alberi? Operai armati di motosega elminano alla base tutti i rami di un albero, lasciando dei monconi e spesso solo il tronco. 
Una persona senza conoscenze particolari di botanica, come è il cittadino medio (inclusa la sottoscritta) porebbe dirsi.."beh se lo fanno in questo modo sarà giusto così". E invece no. Se cercate in rete troverete decine di articoli in cui non solo cittadini ma anche botanici ed esperti criticano questo modo di "potare" gli alberi: la capitozzatura.
Le conseguenze della capitozzatura sono tragiche: gli alberi si ammalano, divengono fragili e spesso, sebbene con lentezza, muoiono.

Ne avevamo già parlato in passato e purtroppo il fenomeno continua.
Leggo in un sito di settore che la potatura è un business: peggio si pota, maggiore bisogno ci sarà di potare ancora. Poi se l'albero, dopo anni (di tentati salvataggi = altra manutenzione) morirà ci sarà da smaltirlo: altra manutenzione e altri soldi che escono dalle tasche dei cittadini.

In Inglese si chiama "Tree topping" (o heading, hat-racking o tipping)
In questo sito si legge che dai tronchi capitozzati ricrescono dei rami più piccoli che rapidamente raggiungono la stessa lunghezza che avevano i rami grandi precedentemente mozzati, pero' rimangono sempre attaccati ai rami più grandi in maniera non solida. Inoltre, nella crescita dei nuovi rami, l'albero non riesce a produrre abbastanza ligname, che è ciò che rende robusto il ramo, quindi alla fine si avrà un albero con rami più sottili, malamente attaccati al tronco e con una struttura più debole.
L'autore scrive che ci sono tre cose sicure nella vita: le tasse, la morte e che la capitozzatura produce pericoli. Il moncone prima o poi andrà in putrefazione.
Inoltre la pianta non avrà a disposizione le riserve di amido conservate nel legno (ormai tagliato) che le servono per difendersi dai parassiti.
Ci sono alternative migliori alla capitozzatura per potare e ridurre l'altezza degli alberi.
Innanzitutto bisogna ricordare che se si fossero desiderati alberi molto più bassi si sarebbero dovuti piantare piante di una specie diversa, ma se si desidera un abbassamento limitato dell'altezza si può ridurre la chioma del 20 o 25 percento ogni 3-5 anni (in inglese “crown reduction pruning”), oppure esiste un'altra tecnica detta "assottigliamento della chioma" (“crown thinning") che riduce di un 20 per cento massimo i rami con foglie. Ma entrambe le tecniche hanno bisogno di mani esperte che le eseguano.



Non sarebbe il caso che il Comune si affidasse a ditte che garantiscano personale qualificato quando si potano gli alberi?

Se la pensate come me potete inviare questo post al Servizio Giardini di Roma (giardini@comune.roma.it)

EDIT del 3 Febbraio 2016: l'email del Servizio Giardini sembra non funzionare.
In attesa che risolvano i loro problemi tecnici possiamo provare a scrivere al Direttore del Servizio antonello.mori@comune.roma.it