venerdì 18 gennaio 2008

Vani i tentativi dell'IdV di ridurre gli stipendi dei Parlamentari

Ricevo dall' On. Silvana Mura e pubblico..allibita.


Cari Amici,


vi scrivo per segnalarvi l’ennesimo caso che riguarda gli stipendi dei parlamentari. La vicenda è complessa e per capirla bene bisogna partire dall’inizio.

Pressati dalle proteste e dall’indignazione dei cittadini suscitate dagli eccessivi costi della politica, alla vigilia dell’estate i presidenti di Camera e Senato hanno tenuto una solenne conferenza stampa in cui annunciavano una serie di tagli alle spese delle due Camere. Tra queste veniva annunciato il blocco degli adeguamenti automatici degli stipendi di deputati e senatori in attesa delle norme che sarebbero state varate dalla Finanziaria del 2008.

Mentre la Camera ha rispettato questo impegno, il Senato in agosto ha deciso di corrispondere gli aumenti che dovevano scattare dal 1 gennaio 2007, trincerandosi dietro la solita motivazione che non si poteva intervenire sui diritti acquisiti. Così da agosto lo stipendio lordo annuo dei senatori è salito a 144.072 euro, mentre quello dei Deputati è rimasto fermo a 140.436 euro.

A dicembre è arrivata la finanziaria che al comma 375 dell’articolo 1 stabilisce il “congelamento” degli stipendi dei parlamentari per cinque anni a partire dal 1° gennaio 2008.

Il problema non sta certo nella differenza di 4.000 euro lordi all’anno che esiste tra le indennità dei deputati o dei senatori, ma è ben più grave. Infatti anche il solo aumento dello stipendio dei senatori potrebbe essere lo strumento che fa scattare a cascata gli aumenti ad un piccolo esercito di circa 1.840 persone con una spesa per le tasche dei cittadini di circa 35 milioni di euro. I deputati europei, i ministri e i sottosegretari che non sono membri del parlamento, e tutti i consiglieri regionali hanno le loro indennità agganciate a quelle dei parlamentari. Che significa? Che se aumentano questi ultimi, aumentano anche tutti gli altri. E poiché non è ben specificato che si intenda per stipendi dei parlamentari, anche la solo variazione di quello dei senatori può far scattare gli aumenti di tutti gli altri.

Per evitare che questo accada ho presentato 3 emendamenti alla legge “Mille Proroghe” che solitamente serve a correggere le sviste della Finanziaria. In questi emendamenti si chiede semplicemente di riportare le indennità dei senatori ai 140.436 euro che percepivano fino ad agosto. Si può fare? Certo che si può visto che c’è un precedente in questo senso, ovvero il taglio del 20% delle stipendi dei Ministri disposto proprio dal governo Prodi.

Ma negli emendamenti non chiedo solo questo. Diceva Andreotti che a pensare male si fa peccato ma quasi sempre si indovina. Aveva ragione. Spulciando i documenti approntati dal servizio studi della Camera relativi ai conteggi per la finanziaria, mi accorgo che le cifre che dovevano essere corrisposte come aumento degli stipendi parlamentari, anche se non sono state pagate sono state comunque stanziate in bilancio. In parole più semplici i soldi sono stati accantonati e non si possono destinare per altri fini. Considerando che in finanziaria si parla di “congelamento” degli stipendi mi è venuto il forte sospetto che passati i 5 anni previsti, scemata la bufera e l’impopolarità, questi soldi che non ci danno ora ce li daranno nel 2012 con tanto di interessi. Per evitare quella che sarebbe una grave presa in giro della gente negli emendamenti presentati ho chiesto di modificare il testo della finanziaria per fare in modo che questi aumenti siano cancellati effettivamente.

Come è andata a finire? Con la solita formula di rito utilizzata dalla Casta. Emendamenti considerati inammissibili (dunque neanche presi in considerazione) per estraneità di materia rispetto al Mille Proroghe. Peccato che in questa legge, come racconta oggi Sergio Rizzo sul Corriere [Pag. 15 N.d.R.], ci siano molte altre norme che con le proroghe non hanno nulla a che vedere.

Comunque io e l’Italia dei Valori abbiamo voluto porre una questione politica che ora è agli atti del parlamento che impedirà agli altri partiti di fingere di non sapere. In politica quando c’è la volontà di fare qualcosa quella cosa si fa. Se il mille proroghe non è lo strumento adatto si faccia una leggina ad hoc, ma il problema non si può e non si deve ignorare.

A presto,

Silvana Mura

7 commenti:

Laura ha detto...

Non accadrà mai, non ci credo .. non serviranno le proteste, le e-mail, nulla servirà. I parlamentari continueranno ad aumentarsi lo stipendio e tutti coloro che ruotano all'interno di quei palazzi ne trarranno implicito beneficio e saranno ben contenti di trarne.
Il paese sta andando allo sfascio e questo è lo spettacolo che ci offrono .... GRATIS !

Forse l'unica protesta vera sarebbe quella di non andare a votare alle prossime elezioni, ma anche questa è solo e soltanto pura utopia.
Laura

Martina ha detto...

o votare scheda bianca (= non VOI, come dice la Gabanelli)

acar ha detto...

potrei sbagliare, ma con la legge elettorale ("la porcata") attuale, al quorum contribuiscono anche le schede bianche.
forse sarebbe più efficace appendersi dei cartelli con scritto "io non voto questa gente" e mettersi davanti ai seggi...
in fondo non potrebbero neanche dire nulla...non è propaganda a favore di nessuno...
speriamo che la gente si ribelli...non se ne può più dello stato di cose attuali...in tutti i campi...
ciao

Martina ha detto...

ma..meglio, no?
cosi' la percentuale di consensi che ogni partito avrebbe, sarebbe minore, tanto maggiore il numero delle schede bianche.

o sbaglio qualcosa?

Carina l'idea dei cartelli.

ZonaLais ha detto...

>speriamo che la gente si ribelli.

Preoccupante questo commento.

acar ha detto...

Ciao Zonalais, perchè ti preoccupi del mio commento e non delle cose orrende che ci capitano ogni giorno? sai che oggi un ministro farà mancare il suo sostegno al governo perchè non lo ha difeso?
però nessuno dice che quel ministro se ha la coscienza pulita, troverà il modo di uscirne pulito, senza mozioni da parte di nessuno...
vedi, a me questo silenzio, preoccupa più di una possibile rivolta della gente.

per la cronaca, ribellarsi non vuol dire necessariamente prendere i forconi per assaltare il parlamento (e cmq non sono io a propugnare questo, visto che parlavo di una civile manifestazione con cartelli)

ribellarsi, può essere anche SOLO cambiare abitudini di vita.
Ti faccio l'esempio stupido e poco calzante: il petrolio è alla base di tante guerre? bene, evito il più possibile di prendere la macchina.
e di esempi potrei fartene molti altri.
ciao

Anonimo ha detto...

Che schifo: lavorare mattina e sera solo per pagare l'affitto e le bollette arrivando a stento a fine mese...forse quella dei forconi e l'assalto al parlamento resta l'ipotesi migliore.