mercoledì 18 gennaio 2023

Gli Amici di Villa Borghese: uso improprio della Villa con il Christmas World

 
Sopra: come si presenta il Galoppatoio dopo la fine del “Christmas World”


L'associazione “Amici di Villa Borghese”, che opera - in modo no profit e apolitico- da anni, a difesa del "Central Park della Capitale" ed in particolare della sua vegetazione storica, ha sollevato delle critiche nei confronti dell’ultima manifestazione che si è appena conclusa nell’area del Galoppatoio, il Christmas World.


Il loro comunicato stampa infatti spiega infatti che:

Si è trattato della prima kermesse puramente commerciale, a opera di un’impresa privata, mai approdata nel parco storico.

La cittadella cinta di mura, valicabili soltanto previo acquisto di un biglietto d’ingresso, ha occupato 3 ettari dei giardini pubblici per circa due mesi.

Ha riversato su Villa Borghese una massa di 350 mila persone, pari quasi alla popolazione della città di Firenze.


Il sequestro di oltre 3 ettari della Villa per circa due mesi (allestimento e smontaggio compresi), a vantaggio di un’impresa privata e per un’attività a scopo di lucro ha infranto prescrizioni di legge e convenzioni internazionali, che regolano l’utilizzo di Villa Borghese, e ha battuto diversi record.


LE INFRAZIONI

Villa Borghese, a differenza di altre ville, è sottoposta a un vincolo specifico e immodificabile.

Questo è dettato dalla Carta di Cessione al Comune del 1903.

La Carta VINCOLA PERPETUAMENTE la Villa, trasformata in “pubblico giardino comunale”, “ad USO PUBBLICO IMPRODUTTIVO della cittadinanza romana e nazionale”. (Artt. 6 e 13).


È vietato impedire l’accesso libero e gratuito della cittadinanza all’intera superficie del Parco. 

È vietato concedere alcuna parte della Villa ad attività a scopo di lucro.

 

La legge è immodificabile: nessuno può appropriarsi di parti della Villa a proprio uso esclusivo, per un’attività produttiva, esigendo l’ingresso a pagamento.


2 Violata la Carta di Firenze promulgata dall’UNESCO a tutela dei giardini storici, sottoscritta dallo Stato italiano. I decibel alle stelle della musica sincopata sparata al massimo per richiamare il pubblico, la mole delle strutture allestite, il transito di mezzi pesanti per il trasporto e il montaggio degli allestimenti, il calpestio di un pubblico calcolato dagli organizzatori in 350 mila persone, pari a quasi l’intera popolazione di Firenze, il genere di evento, tutto questo è in violazione del trattato di Firenze. 


Art. 18 - Anche se il giardino storico è destinato ad essere visto e percorso, è chiaro che il suo accesso deve essere regolamentato in funzione della sua estensione e della sua fragilità in modo da preservare la sua sostanza e il suo messaggio culturale.

Art. 19 - Per natura e per vocazione, il giardino storico è un luogo tranquillo che favorisce il contatto, il silenzio e l'ascolto della natura…


I RECORD:  

PREZZO DEI BIGLIETTI D’INGRESSO. 

€ 15 a persona. Prezzo ridotto: € 12,5 cadauno per famiglie o gruppi di 4 persone. 

€ 12 i bambini al di sotto dei 12 anni d’età.

Per un paragone, il Winter Wonderland di Londra, cui il mercato natalizio romano si ispira, dieci volte più grande e in una capitale ben più costosa che Roma, offre l’ingresso gratuito negli orari di minore affluenza, e fa pagare l’ingresso 5 sterline nelle ore di punta.  

Nelle interviste volanti alle famiglie reduci dal villaggio, il disappunto più frequente (l’80 per cento degli intervistati, che ha bocciato l’evento) riguardava i costi: giochi e cibi dai prezzi troppo alti, in aggiunta al biglietto d’ingresso. In media una famiglia di 4 persone - padre, madre e due bambini - ha speso € 100: tanti, in tempi di ristrettezze. 

Il costo dei giochi: € 5 per due tiri contro i birilli. 

La seconda lamentela: la ressa impressionante. 


LA RESSA, IL CALPESTIO

Con densità nelle ore di punta fino a un metro quadrato a persona, e con buona pace dei bambini issati sulle spalle degli adulti per poter respirare e vedere le attrazioni, stando agli organizzatori sono accorse 350 mila persone. Una moltitudine insostenibile per un parco storico. 

Si calcoli che la presenza di 350 mila persone equivale al calpestio di qualcosa come un milione e mezzo di persone, giacché nell’andirivieni fra botteghe e attrazioni, il pubblico attraversa più volte lo stesso luogo. Motivo per il quale nei giardini storici come Vila Borghese è d’obbligo regolamentare l’affluenza.

Dopo tanta ressa, per poter ripristinare il manto erboso e le piante, ora scomparsi, i 3 ettari di terreno dovranno essere dissodati.


Di più: nessuno scaglione d’ingresso per limitare l’assembramento. Chiunque fosse munito di biglietto aveva il via libera. 

Nessun controllo di sicurezza, al contrario del Winter Wonderland di Londra, dove vengono controllati borse e zaini per prevenire possibili attentati, già avvenuti in passato nei mercati natalizi (vedi qui e qui).


Per un parallelo, la manifestazione più importante e storica di Villa Borghese, il Concorso Ippico internazionale di Piazza di Siena, dura cinque giorni, ha strutture di gran lunga inferiori a quelle del villaggio natalizio, e un pubblico che non supera qualche migliaio di persone. 

Garantisce sia il libero passaggio dei frequentatori della Villa, sia l’accesso gratuito per assistere alle gare.

In più, Piazza di Siena intesa come evento, restituisce al parco storico una serie di benefici: con l’adozione della zona, si occupa a sue spese della manutenzione del verde e di vari interventi utili a tutta Villa Borghese.  



I DECIBEL

Il gran fracasso del villaggio natalizio è stato tale da propagarsi fino a quasi un chilometro di distanza. Un illecito quando la durata del rumore, la non necessità dello stesso, il numero di persone che ne vengono molestate, si configura il “disturbo alla quiete pubblica”.

Gli abitanti del quartiere sono stati costretti con le finestre a doppi vetri chiuse per attutire il volume dei suoni ininterrotto 10 ore al giorno per 7 giorni a settimana e per 37 giorni non stop. 

C’è poi l’impatto sulla fauna di Villa Borghese, ma la fauna, si sa, non ha voce per difendere i propri diritti.


Inoltre, posteggi inaccessibili ai romani intenzionati a recarsi nel centro storico per la stagione natalizia, causa sovraffollamento dei parcheggi per il villaggio natalizio.  



LA TROVATA PUBBLICITARIA

Un "premio," si fa per dire, al comunicato stampa degli organizzatori, quando annunciano un evento “realizzato in modo da minimizzare l’impatto negativo sull’ambiente”. 

Infatti, è vero l’esatto contrario: il “market” ha distrutto una buona parte della biodiversità del suolo (vedi foto): quegli organismi, che vivono negli strati superficiali del terreno, cioè la parte più vitale, e che sono di fondamentale importanza per la salute del suolo. 


RESTA LA DOMANDA: Quanto hanno pagato gli organizzatori alle casse comunali? 

Il quadro è chiaro: mentre Villa Borghese annaspa in mancanza di fondi per provvedere alle più elementari esigenze - la riparazione urgente dell’impianto idrico per assicurare l’acqua alle piantagioni; la sostituzione delle vecchie macchine agricole, che scarnificano i prati, l’adeguamento della squadra di giardinieri, ecc ecc - imprese private sfruttano la “location più prestigiosa di Roma” a “due passi da Via Veneto” per amplificare il richiamo pubblicitario, raddoppiare la superficie dell’evento rispetto alle edizioni passate e perciò moltiplicare gli incassi.


Non risulta che gli organizzatori abbiano concordato neppure una “legacy” con la Sovrintendenza ai Grandi Eventi di Roma Capitale per restituire alla Villa un beneficio in cambio dell’uso improprio. “Legacy” ormai di prassi negli accordi fra i più illustri organizzatori di eventi e il Comune.


INFINE: L’obiezione più ripetuta a favore dell’uso improprio del Galoppatoio è questa: il Galoppatoio è una spianata piuttosto degradata, frequentata la notte da vagabondi. 

Allora perché non concederlo allo sfruttamento dei privati? 

Risposta: 

1) Il Galoppatoio è parte del perimetro storico di Villa Borghese. Per questo motivo è sottoposto agli stessi vincoli di legge dell’intera Villa. Sotto il profilo legale, questi vincoli sono inderogabili e perpetui. 

2) Se il Galoppatoio ha subìto un degrado negli anni, ciò è a causa dell’inadempienza contrattuale in seguito ai lavori per il collegamento con la metropolitana e la creazione del grande parcheggio sotterraneo realizzati fra il 1966 e il 1972. Il contratto prevedeva il restauro dell’area. 

Inadempienti anche le successive amministrazioni comunali, che per prescrizione di legge avrebbero dovuto ripristinare le piantagioni e le condizioni originarie del Galoppatoio. 


Tutto questo, e in previsione dei fondi in arrivo per il Giubileo, ispira il progetto di una rinascita del Galoppatoio, anziché di una sua definitiva liquidazione. Si tratta di riportare il Galoppatoio alla sua vocazione originale.

Dal 1820 e fino a poco fa, il Galoppatoio era la sede privilegiata degli sport e dei picnic domenicali dei romani: vi si praticavano sport equestri, corse campestri, era previsto un circuito ciclistico. 


Sarebbe relativamente poco oneroso, e però assai fruttuoso per il lustro del Municipio e per le esigenze della popolazione romana, restituire a quell’area la destinazione per la quale fu creata: un’area dedicata agli sport, ai giochi, ai raduni domenicali. 


Del resto, tanto è previsto dalla Carta di Firenze promulgata dall’UNESCO, che regola gli interventi e l’utilizzo delle Ville storiche. All’articolo 20, la Carta recita: “Se, nella vita quotidiana, i giardini possono tollerare lo svolgersi di giochi tranquilli, conviene comunque creare, parallelamente ai giardini storici, alcuni terreni appropriati ai giochi vivaci e violenti e agli sport, così da rispondere ad una domanda sociale senza nuocere alla conservazione dei giardini e dei siti storici”.


Perciò, se la controversia attorno all’intrusione del mercato natalizio privato a Villa Borghese dovesse servire a questo, sarebbe già un ottimo risultato.




sopra: un confronto tra l'area del Galoppatoio nel 2015 e del Gennaio del 2023

venerdì 13 gennaio 2023

Fabrizio Santori interroga il Sindaco di Roma sulle pubblicità degli scaldatori di tabacco


Nella Capitale, sono presenti, da mesi, campagne pubblicitarie di “scaldatori di tabacco”, cioè dispositivi di nuova generazione che permettono di aspirare tabacco riscaldato. Pubblicità presenti anche sugli autobus Atac del Comune. 

Oggi, 13 Gennaio, il Consigliere della Lega Fabrizio Santori, in seguito alle richieste provenienti da vari cittadini, ha presentato un’interrogazione orale al Sindaco Roberto Gualtieri al fine di conoscere le valutazioni dell’Amministrazione Capitolina in merito alla liceità di tali pubblicità sulla flotta Atac e sulla cartellonistica privata nel territorio del Comune di Roma e per “sapere se l’Amministrazione reputi eticamente corretto finanziare le proprie attività mediante la sponsorizzazione di prodotti indiscutibilmente nocivi per la salute pubblica” o, se, “per garantire la salute dei più giovani, i quali sono i soggetti maggiormente influenzabili da tali deleteri messaggi pubblicitari, ritenga invece opportuno (ed anzi, diciamo pure doveroso!), provvedere a rimuovere la pubblicità di tali dispositivi, sostituendoli con sponsor eticamente più appropriati.

Interrogato a tal proposito da alcuni cittadini, il Comune di Roma aveva già risposto che la pubblicità era lecita in quanto non ritraeva il contenuto di tabacco ma solo il dispositivo.

A dichiarare formalmente l’illiceità delle pubblicità di questi dispositivi è già stato il Ministero della Salute, che si è espresso nel 2019, rispondendo ad una diffida del Codacons, con queste parole:

"Per quanto concerne i nuovi prodotti del tabacco, ovvero le sigarette a tabacco riscaldato, risulta anche in questo caso evidente che l’attività di promozione commerciale del solo dispositivo, [...], ne promuova indirettamente il consumo. “ e “Tuttavia, pur nell’ambito di tale cornice dispositiva proibitoria, alcuni operatori commerciali hanno avviato campagne di pubblicità sia online che su pannelli informativi collocati nelle stazioni e sugli autobus di molte città italiane. Tali attività sono state presumibilmente attuate nell’errato assunto che fosse lecito pubblicizzare il solo dispositivo”...

Il Consigliere della Lega Fabrizio Santori -incredibilmente- sembra che sia l’unica figura pubblica della Capitale ad essersi accorto di questo fenomeno.


Si stima che oggi il tabacco uccida in Italia ben 90.000 persone l’anno e l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro riporta che negli ultimi 3 anni si è verificato un aumento dei fumatori, solo nel nostro paese, pari a 800.000 persone.

I nuovi dispositivi per il consumo di tabacco, stanno recentemente dilagando soprattutto tra i giovanissimi ed alcune ricerche parlano di una possibile rapida migrazione degli utilizzatori delle sigarette elettroniche verso le sigarette tradizionali (non che, comunque, quelle elettroniche o il tabacco riscaldato abbiano provato essere meno nocive per la salute).

Mentre i paesi più moderni sono molto aggueriti contro il fumo, come la Svezia, che si è posta l’obiettivo di diventare “smoke free” entro il 2025 o il Belgio, che per disincentivare la vendita di sigarette, prescrive di nasconderle alla vista degli acquirenti, Roma sembra andare in controtendenza, addirittura pubblicizzando prodotti per il consumo di tabacco sui mezzi pubblici.

Attendiamo quindi la risposta ufficiale del Sindaco Gualtieri all’interrogazione presentata oggi dal Consigliere Santori.

Qui il testo dell'interrogazione






EDIT DEL 17-1-23; Affaritaliani.it ha dato risalto alla notizia











sabato 7 gennaio 2023

Le Associazioni animaliste contro il nuovo bando per la gestione dei canili del Comune di Roma

LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE CONTESTANO IL NUOVO BANDO PER LA GESTIONE DEI CANILI COMUNALI 

 

Orari di apertura al pubblico ridotti, fondi insufficienti per le cure veterinarie, poca chiarezza sulle adozioni e riduzione del personale dedicato al primo soccorso dei gatti: queste sono le principali criticità che le associazioni attive sul territorio di Roma hanno evidenziato in una lettera indirizzata al Sindaco e all’Assessore. 

Il Comune di Roma ha pubblicato un bando per la gestione triennale dei canili di Muratella e Ponte Marconi. La cifra stanziata è sicuramente importante, intorno agli 8 milioni di euro, e prevede un aumento degli stipendi per gli operatori. Un aspetto sicuramente valutato positivamente da tutti, anche dai sindacati, ma il bando presenta anche una serie di criticità che possono mettere a serio rischio il benessere degli animali ospitati nelle due strutture. 

Le Associazioni A.G.E. Odv, Amant Odv, Cuccolissimi Odv, Enpa Roma, Io Libero Avcpp, Lav Roma, LNDC Sez. di Ostia, L’Impronta Onlus, Oipa Roma e Zampe Pulite Odv che operano sul territorio di Roma, hanno scritto una lettera congiunta all’amministrazione comunale per evidenziare i problemi riscontrati sulla formulazione del bando e chiedere che venga sospeso. 

“Sono diverse le cose che non vanno bene e che non tengono conto delle esigenze dei cani e gatti di proprietà del Comune di Roma”, affermano le Associazioni. “In primo luogo, la riduzione dell’orario di apertura al pubblico passa a solo 3 ore al giorno contro le 8 ore attuali. Questo ostacolerà sicuramente le adozioni, dato che non tutti i cittadini potranno recarsi presso i canili negli orari previsti. Si aggiunge anche che nel capitolato è previsto che i volontari possano essere allontanati dal Direttore Sanitario. Inoltre, i fondi destinati alle cure veterinarie non sono assolutamente sufficienti alle esigenze delle due strutture che ospitano circa 600 animali. La cifra è rimasta invariata rispetto al passato e già si era dimostrata inadeguata”. 

“Un’altra criticità riguarda le adozioni. In nessun punto del bando è specificato chi dovrà occuparsene e se è previsto del personale qualificato per un tema tanto delicato. Se le richieste di adozione non vengono valutate in maniera adeguata c’è il concreto rischio di rientri in canile o, peggio, di maltrattamenti. Infine, anche la riduzione del personale preposto al punto di primo soccorso dei gatti rappresenta un grosso problema che può rendere inefficace il servizio e impossibile la corretta gestione delle emergenze”, continuano le associazioni. 

“Per tutti questi motivi, abbiamo chiesto al Comune di sospendere il bando e di provvedere alla modifica e alla risoluzione di queste criticità nell’ottica di assicurare realmente il benessere degli animali di sua proprietà”, concludono le associazioni. 


Sede Territoriale Provinciale LAV di Roma 

mercoledì 4 gennaio 2023

L'invasione della pubblicità degli scaldatori di tabacco ..nel silenzio generale


Sopra: uno stand Iqos (prima dell’apertura) in un corridoio di un centro Commerciale romano

In Italia, come sapete, la pubblicità delle sigarette è vietata dal 1962, dal momento che si è stabilito con certezza che il fumo danneggia la salute, provocando, tra altre cose, vari tipi di tumore, come quello al polmone. Oggigiorno purtroppo il fumo di tabacco uccide ancora ben 90.000 persone all'anno, solo nel nostro Paese.

Erano anni che non vedevamo pubblicità di prodotti relativi al tabacco in Italia. Ma recentemente il settore si è ..modernizzato (o fatto furbo!). Oggi il tabacco si inala non più solamente tramite le sigarette a combustione, ma con "sigarette elettroniche" (dispositivi che contengono liquido che si scalda e di cui si inalano i vapori, contenenti nicotina e/o altri alcaloidi), oppure con "scaldatori di tabacco", cioè dispositivi che scaldano delle sigarette di tabacco che si può così inalare senza che la sigaretta bruci. Questi dispositivi non provocano combustione, per cui non producono il tradizionale "fumo", ma comunque dei fumi (vapori) li creano e quei vapori contengono gli alcaloidi nocivi del tabacco, tra cui la dannosa nicotina (a meno che non siano stick nicotine-free).

Il Ministero della Salute ha recentemente chiarito, però, che anche per questi dispositivi è da considerarsi vietata la pubblicità perchè, chiaramente, rientrano nei prodotti del tabacco, come ho spiegato in un precedente post.

Ma l'industria del tabacco non sembra aver capito. Cosa sono infatti quei "punti informativi" nei centri commerciali dove si possono vedere (e scegliere) scaldatori di tabacco come la Iqos, se non degli stand pubblicitari? Si possono visionare gli scaldatori, ben pubblicizzati da insegne e foto o video visibili anche a distanza di decine di metri, grazie ad insegne o pubblicità elettroniche su grandi schermi, e poi, se si decide di acquistarne uno, gli addetti al "punto informativo" accompagnano il cliente alla vicina tabaccheria per acquistare il modello scelto. 

Qualche giorno fa ho visitato due centri commerciali, il  centro commerciale "Euroma 2" all'Eur e il "Maximo" in zona Laurentina ed ho visto che nei corridoi erano presenti stand della Iqos e pannelli pubblicitari della Glo, entrambi scaldatori di tabacco, per i quali il Ministero ha chiarito che le pubblicità sono da considerarsi vietate.

Ugualmente ho notato (a Gennaio 2023 ancora presenti) campagne pubblicitarie (sulla cartellonistica stradale) dei prodotti Pulze e Glo, a Novembre 2022 Pulze era su molti autobus Atac, Iqos è pubblicizzata sulle vetrine dei bar, su schermi che danno all’esterno in tabaccherie..

Se fosse stato scritto Marlboro o Philip Morris, non credete che tali pubblicità sarebbero durate poco?


          Sopra: una pubblicità di uno scaldatore di tabacco (Glo) in un centro commerciale romano


Sopra: pubblicità della Pulze ad una fermata dell’Atac, Roma



Per inquadrare meglio il problema:


sabato 31 dicembre 2022

Fuochi d’artificio vietati a Roma



I fuochi d’artificio sono molto pericolosi per gli animali, domestici e non, ma anche per molte persone. Evitiamoli tutti

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Comunicato Stampa LAV Roma del 31 dicembre 2022  

LAV ROMA: POSITIVA L'ORDINANZA ANTI-BOTTI DEL SINDACO GUALTIERI. SERVONO PERO' CONTROLLI, TRASPARENZA E SOLUZIONE DURATURA CON VARO DI UNO SPECIFICO REGOLAMENTO COMUNALE. 

 

La sede LAV di Roma commenta positivamente la nuova ordinanza del Sindaco Gualtieri che, accogliendo la sua richiesta, proibisce l'esplosione di botti dal 31 dicembre 2022 al 6 gennaio 2023. 

"Va assolutamente evitato un altro inferno di fuoco terrorizzante per gli animali familiari e selvatici della capitale - commenta la responsabile LAV Roma Anna L. Cavalli – chiediamo che stavolta vengano effettuati controlli sul territorio ad opera della Polizia Locale di Roma Capitale, finora quasi del tutto assenti, e che per la prima volta l'Amministrazione comunale renda noti i dati relativi al numero e all'entità delle sanzioni elevate nei confronti dei trasgressori. 

Auspichiamo anche una campagna informativa annuale ogni mese di dicembre in attesa di una Legge nazionale di divieto definitivo dei botti in tutti i comuni italiani".

 

"Rinnoviamo inoltre al Sindaco la nostra richiesta di varare una proposta di apposito Regolamento Comunale attraverso delibera di Giunta e quindi voto in Assemblea Capitolina in modo da rendere solida e duratura simile importante disposizione e metterla al riparo da ricorsi al TAR". 


Per LAV questo importante risultato potrebbe essere conseguito in breve tempo in presenza di una chiara volontà politica.  

 

Ufficio stampa LAV Roma e provincia

sabato 10 dicembre 2022

La Regione Lazio conosce i moderni metodi di contenimento della Peste Suina Africana?



Ricevo e (visto che condivido) pubblico


Comunicato stampa LAV Roma del 10 dicembre 2022  


LAV: INACCETTABILE LA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE DEL LAZIO PER L’ERADICAZIONE DELLA PESTE SUINA AFRICANA.  

E’ NECESSARIO AFFRONTARE LE VERE CAUSE DEL PROBLEMA. PRONTI AD AVVIARE UNA BATTAGLIA LEGALE CONTRO LA DEREGULATION VENATORIA.  

La deliberazione regionale n. 1123 approvata il 30 novembre scorso su proposta dell’Assessore alla Sanità Alessio D’Amato di concerto con le Assessore all’Ambiente Roberta Lombardi e all’Agricoltura Enrica Onorati, finalizzata all’eradicazione della peste suina africana, rappresenta una vera e propria dichiarazione di guerra e una gestione della fauna selvatica sempre più scellerata. Il provvedimento si propone di raddoppiare complessivamente la consistenza numerica degli abbattimenti previsti nei piani di selezione stagionale 2021-22 attraverso i prelievi realizzati nella stagione venatoria 2022-2023 e nella successiva 2023-2024.  

Il massacro degli animali non avrà alcuna influenza sul contenimento della PSA. E’ lo stesso ISPRA, il massimo istituto nazionale, ad affermarlo “L'elevata densità del cinghiale non ha effetti significativi sulla persistenza in natura della Peste suina africana. La notevole resistenza del virus nell'ambiente fa sì che la malattia continui a circolare per anni, anche in popolazioni di cinghiale a densità bassissime (es. circa 0,5/km2)”.   

Come dimostrato in Belgio e Repubblica Ceca, non serve fare strage di animali delegando al mondo della caccia l’eradicazione del virus, ma installare recinzioni efficaci attorno all’area infetta.  

“La lotta alla Peste Suina è diventato il pretesto per affrontare con le uccisioni – dichiara LAV Roma - il presunto problema della sovrappopolazione dei cinghiali.”   

Il metodo delle uccisioni presenta gravi criticità. Infatti, nonostante i cinghiali siano vittime della caccia tutto l’anno, il loro numero non accenna a diminuire.   

La letteratura scientifica ci insegna che quando il cinghiale è pressato, mette in moto meccanismi fisiologici per aumentare il numero degli individui della specie ed evitare di estinguersi. Paradossalmente più lo cacciamo, più il numero dei cinghiali aumenta. Inoltre, le catture e gli interventi di selezione causeranno inevitabilmente mobilità e dispersione dei superstiti ancora infetti.    

E’ urgente l’adozione di strategie alternative come la raccolta sistematica dei rifiuti e la pulizia delle strade, la raccolta differenziata, la sensibilizzazione dei cittadini circa il divieto di dar da mangiare agli animali, la sorveglianza attiva e il campionamento degli animali deceduti, il divieto assoluto di attività non essenziali all’interno delle aree recintate con presenza di circolazione attiva del virus, l’obbligo di disinfezione di coloro che escono da tali aree.  

“Come affronterà l’eradicazione della Peste Suina questo provvedimento? Ancora coinvolgendo i cacciatori, lasciando libero ricorso alle fucilazioni, sparando dalle auto di notte con speciali carabine a infrarossi, con la tecnica venatoria che in gergo si chiama "tecnica della girata" – conclude Anna Cavalli, responsabile LAV Roma - In nessuna città del mondo è consentito sparare all’interno della città come vorrebbe questo provvedimento. Daremo battaglia e ci opporremo in tutti i modi”.  

Ufficio stampa LAV Roma e provincia