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venerdì 13 gennaio 2023

Fabrizio Santori interroga il Sindaco di Roma sulle pubblicità degli scaldatori di tabacco


Nella Capitale, sono presenti, da mesi, campagne pubblicitarie di “scaldatori di tabacco”, cioè dispositivi di nuova generazione che permettono di aspirare tabacco riscaldato. Pubblicità presenti anche sugli autobus Atac del Comune. 

Oggi, 13 Gennaio, il Consigliere della Lega Fabrizio Santori, in seguito alle richieste provenienti da vari cittadini, ha presentato un’interrogazione orale al Sindaco Roberto Gualtieri al fine di conoscere le valutazioni dell’Amministrazione Capitolina in merito alla liceità di tali pubblicità sulla flotta Atac e sulla cartellonistica privata nel territorio del Comune di Roma e per “sapere se l’Amministrazione reputi eticamente corretto finanziare le proprie attività mediante la sponsorizzazione di prodotti indiscutibilmente nocivi per la salute pubblica” o, se, “per garantire la salute dei più giovani, i quali sono i soggetti maggiormente influenzabili da tali deleteri messaggi pubblicitari, ritenga invece opportuno (ed anzi, diciamo pure doveroso!), provvedere a rimuovere la pubblicità di tali dispositivi, sostituendoli con sponsor eticamente più appropriati.

Interrogato a tal proposito da alcuni cittadini, il Comune di Roma aveva già risposto che la pubblicità era lecita in quanto non ritraeva il contenuto di tabacco ma solo il dispositivo.

A dichiarare formalmente l’illiceità delle pubblicità di questi dispositivi è già stato il Ministero della Salute, che si è espresso nel 2019, rispondendo ad una diffida del Codacons, con queste parole:

"Per quanto concerne i nuovi prodotti del tabacco, ovvero le sigarette a tabacco riscaldato, risulta anche in questo caso evidente che l’attività di promozione commerciale del solo dispositivo, [...], ne promuova indirettamente il consumo. “ e “Tuttavia, pur nell’ambito di tale cornice dispositiva proibitoria, alcuni operatori commerciali hanno avviato campagne di pubblicità sia online che su pannelli informativi collocati nelle stazioni e sugli autobus di molte città italiane. Tali attività sono state presumibilmente attuate nell’errato assunto che fosse lecito pubblicizzare il solo dispositivo”...

Il Consigliere della Lega Fabrizio Santori -incredibilmente- sembra che sia l’unica figura pubblica della Capitale ad essersi accorto di questo fenomeno.


Si stima che oggi il tabacco uccida in Italia ben 90.000 persone l’anno e l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro riporta che negli ultimi 3 anni si è verificato un aumento dei fumatori, solo nel nostro paese, pari a 800.000 persone.

I nuovi dispositivi per il consumo di tabacco, stanno recentemente dilagando soprattutto tra i giovanissimi ed alcune ricerche parlano di una possibile rapida migrazione degli utilizzatori delle sigarette elettroniche verso le sigarette tradizionali (non che, comunque, quelle elettroniche o il tabacco riscaldato abbiano provato essere meno nocive per la salute).

Mentre i paesi più moderni sono molto aggueriti contro il fumo, come la Svezia, che si è posta l’obiettivo di diventare “smoke free” entro il 2025 o il Belgio, che per disincentivare la vendita di sigarette, prescrive di nasconderle alla vista degli acquirenti, Roma sembra andare in controtendenza, addirittura pubblicizzando prodotti per il consumo di tabacco sui mezzi pubblici.

Attendiamo quindi la risposta ufficiale del Sindaco Gualtieri all’interrogazione presentata oggi dal Consigliere Santori.

Qui il testo dell'interrogazione






EDIT DEL 17-1-23; Affaritaliani.it ha dato risalto alla notizia











venerdì 11 novembre 2022

Pubblicità di scaldatori di tabacco sui mezzi Atac (e non solo)

 

sopra: un autobus dell'Atac 
con la pubblicità del dispositivo "Pulze"

Qualche settimana fa ho notato con sorpresa una pubblicità di uno scaldatore di tabacco su un autobus circolante al centro di Roma.
Il prodotto pubblicizzato è un dispositivo in cui, invece del liquido contenente nicotina, come nelle 'sigarette elettroniche' si inseriscono degli stick, ovvero delle simil-sigarette di tabacco, vendute dalla medesima società, che vengono scaldate dal dispositivo stesso e che in questo modo emettono dei vapori che si inalano.

Dal momento che tali vapori, fino a prova contraria (che non ho trovato) sono vapori di tabacco e pertanto immagino contenere tutti i suoi alcaloidi nocivi, ho pensato che anche la pubblicità del dispositivo in questione dovesse rientrare nel divieto che oggi vige in Italia di pubblicizzare sigarette tradizionali o elettroniche.
Ho quindi scritto al Comune di Roma che mi ha risposto però che la pubblicità non viola le norme in vigore perchè il prodotto rappresentato "è un dispositivo, dunque non contiene al suo interno -per stessa definizione - tabacco, e serve al solo supporto di altri prodotti che non sono in alcun modo rappresentati nello spazio pubblicitario a cui si fa riferimento; né direttamente né indirettamente"

Ma se un dispositivo può contenere unicamente delle sigarette, mi chiedo, se si pubblicizza il dispositivo, non se ne pubblicizza, indirettamente, anche il suo contenuto e/o l'atto di utilizzarlo (fumare)? 

Ed infatti, navigando in rete, ho trovato che il Ministero della Salute si è già espresso in merito, rispondendo ad una diffida del Codacons di qualche anno, fa con queste parole: 

"Per quanto concerne i nuovi prodotti del tabacco, ovvero le sigarette a tabacco riscaldato, risulta anche in questo caso evidente che l’attività di promozione commerciale del solo dispositivo, svolta in apposite postazioni site sia nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti sia on-line, ne promuova indirettamente il consumo. " (il grassetto è da me aggiunto).


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Come evidenzia anche un'associazione di consumatori, in un articolo di due anni fa a proposito della Iqos, prodotto simile.

Tra l'altro, a proposito della Iqos, non dovrebbero forse rientrare nella categoria "pubblicità" quei grandi sticker che molti bar applicano all'esterno delle vetrine per indicare che ne sono rivenditori? Mi sembra che la stessa cosa non si possa fare per le sigarette tradizionali, ma i produttori sono gli stessi (e il prodotto rientra nei prodotti da tabacco, anche se elettronico), idem per quei "punti informativi" che si trovano in molti centri commerciali in cui si promuove il medesimo prodotto, con tanto di insegne.

l fenomeno delle sigarette elettroniche sta dilagando tra i giovanissimi e alcune ricerche mostrano (dati Statunitensi) che, per molti giovani, portano in breve tempo al passaggio alla sigaretta tradizionale.


L'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, riporta tra l’altro un aumento dei fumatori in Italia di 800.000 persone, negli ultimi 3 anni e si stima che il fumo in Italia uccida oggi oltre 90.000 persone l'anno.


sopra: uno sticker Iqos 
sulla vetrina di un bar a Roma


La fondazione Veronesi riporta che tra il 2016 e il 2018, sei milioni di americani adulti non fumatori hanno iniziato a consumare nicotina grazie alle sigarette elettroniche, e oltre 5 milioni di teenagers sono diventati svapatori. 

Oggi, a causa delle sue conseguenze nefaste sulla salute umana, molti paesi assumono un atteggiamento rigido nei confronti del fumo; la Svezia per esempio è molto severa con gli svapatori; il fumo e lo svapo sono consentiti solo nelle aree dedicate ai fumatori e il paese ha l’obiettivo di diventare “smoke free” entro il 2025.
Norvegia, Giappone, Australia, Turchia vietano la vendita di liquidi con nicotina. Lo Svapo è vietato in Antigua, Barbuda, Argentina, Venezuela, Singapore, Vietnam, Cambogia, Uganda, Thailandia (con pene, in quest'ultima, fino alla reclusione).
Il Belgio, per disincentivare la vendita di sigarette, prescrive addirittura ai venditori di nasconderle alla vista degli acquirenti.

E Roma?

AGGIORNAMENTO DEL 9 GENNAIO 2023:
mezzi Atac circolano ancora con le pubblicità degli scaldatori di tabacco Pulze sul retro:

   sopra: foto scattata a Roma centro il 9-1-2023

Presso le pensiline degli Autobus:


sopra: foto scattata il 3-1-2023 presso la fermata Atac Cassia/Grottarossa